14/01/13

IL PRIVILEGIO DI AVERLA ACCANTO


Sono stato innamorato di una grande artista e di una grande donna. E sono stato fortunato, per aver conosciuto una persona eccezionale che mi ha fatto diventare prima uomo e poi artista, una fortuna, lo dico con il cuore a pezzi, che ora pago con il grande dolore che provo. Per lei, che era un dono della vita, ho sentito un amore ininterrotto. Io che ho sempre desiderato diventare un artista, stavo con una artista vera, un privilegio unico averla accanto, vedere che le sue scelte erano sempre fatte per migliorarsi; non era artista per ambizione personale o smania di ricchezza, lei viveva l’arte come una missione e per questa ha affrontato grandissime rinunce improntate all’etica, alla bellezza, alla cultura. Era figlia di un timidissimo vigile urbano che ho conosciuto e lei era riuscita con enorme fatica e rinunciando alle cose futili a coltivarsi.Amava i libri, fino all’ultimo li ha voluti con sé, ai complimenti vacui preferiva quelli del suo pubblico fatto di persone modeste e intellettuali schivi. Andava orgogliosissima, tra i tanti premi, dall’aver ricevuto due volte il Duse, stravolgendo così il regolamento che non consentiva doppioni. Questi ultimi tre anni, sono stati terribili per lei e anche per me. Nonostante ciò, malata, sottoposta a cure faticosissime affrontate con enorme coraggio, viveva per tornare sulla scena e ha ancora portato al successo tre lavori straordinari: Casa di bambola, Il dolore, un meraviglioso monologo e Filumena Marturano per la televisione. Era una donna vera, con una nobiltà d’animo fortissima.I suoi sentimenti erano puri, s’interessava di piccoli artisti, saltimbanchi, gente semplice, era lontana dalla meschinità, dalle menzogne, dalla cattiveria, dal cattivo gusto. Lei mi ha insegnato la sua cultura straordinaria e io le ho fatto amare la cultura del Sud. Come i grandi aveva un fortissimo senso dell’umorismo e della musica. Aveva lo swing, una grazia interiore; ballava come nessuna, si aggiornava in maniera che mi lasciava stupefatto, aveva una passione per la sceneggiata, come per Ronconi e Medea, era multiforme. Tutto senza mai un accenno al botteghino, non abbiamo mai parlato di soldi noi due. Oggi la ricorderà Emma Bonino: non si conoscevano bene ma Mariangela l’amava perché riconosceva in lei il suo stesso rigore. Sempre con un sorriso. Quello con cui ci ha lasciato.
Di Renzo Arbore

Mariangela Melato ha chiesto che la vicepresidente del Senato Emma Bonino parlasse al suo funerale. L’orazione all’attrice da parte dell’esponente radicale Emma Bonino è avvenuta però fuori dalla Chiesa su richiesta del sacerdote.‘‘Non so perché, non sono esperta di cerimonie religiose, ma la cosa ha stupito tutti”, ha detto la Bonino.

Per Renzo Arbore don Walter Insero, il sacerdote officiante, “merita di andare all’Inferno”. Forse la radicale Bonino non era ben vista dal Vaticano in quanto anticlericale abortista? Rimane il fatto che le giustificazioni del prete non hanno consistenza: “C’era folla (all’interno della chiesa, ndr.), meglio un ricordo al’aperto” si è difeso Don Walter che aveva anche addotto l’intervento di nuove disposizioni sul,la presenza di laici nel momento liturgico. Durante la messa non parlano i laici: ma, è l’esperienza che fa fede, sempre si è convenuto sulla possibilità che amici, parenti, comunque laici, prendessero la scena per pronunciare parole di commiato.
Mi sembra allora importante che questo discorso giri ovunque, per rispettare la volontà di una persona degna di tutto il mio rispetto e la mia ammirazione. 

            

4 commenti:

  1. condivido l'ammirazione e aggiungo che l'ottusità della Chiesa è esasperante. Un abbraccio cara

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  2. stupenda la lettera di Arbore,
    la Bonino l'avevo sentita alla radio (mi taccio sull'ipocrisia del prete e di chi gli ha suggerito quella risposta..)
    grazie ancora

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  3. Appassionato e forte il ricordo di Emma Bonino,fuori dalle righe,grande ammirazione per questa scelta di Mariangela Melato,aveva intuito bene.
    Neo:il fatto che abbia dovuto parlare all'esterno della Chiesa,ancora una volta,l'istituzione ecclesiastica ha perso l'occasione di essere umana e civile.Un addio a M.Melato,carico di tristezza.

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  4. Grande Mariangela. E grande Renzo.

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