20/01/13

La letteratura è antica quanto la parola

"Consuetudine vuole che chi riceve questo premio tenga un discorso a commento dell’essenza della letteratura e della direzione che essa sta prendendo”: così inizia John Steinbeck, insignito nel 1962 del Premio Nobel per la Letteratura. E poco dopo: “l’antico compito dello scrittore non è cambiato. Suo dovere è quello di mettere a nudo i nostri innumerevoli, angosciosi errori e fallimenti,riportando alla luce i nostri sogni oscuri e pericolosi allo scopo di migliorarci”. (...)
"La diffusione della letteratura non si deve a un clero scialbo e fiacco, intento a salmodiare litanie in chiese vuote, né è un giochino per eletti isolati dal mondo, i rozzi mendicanti della disperazione a basso costo. La letteratura è antica quanto la parola. È scaturita dal bisogno stesso dell’uomo per essa, e non è cambiata, se non per il fatto di essere diventata ancor più indispensabile. Ritengo che lo scrittore che non creda appassionatamente nella perfettibilità dell’uomo non abbia alcuna devozione per la letteratura né diritto di appartenervi".
Dal discorso di John Steibeck al Premio Nobel 


2 commenti:

  1. Ho appena finito un libro che uscirà fra poco ( e chi lo leggerà?) ma sento che per me scrivere è esattamente questo che scrive Steimbeck, nella modestia della dimensione del mio lavoro.

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  2. Mi sta bene un obiettivo così alto per chi scrive di letteratura, ma vorrei anche un obiettivo un po' più a portata di mano per i manovali dello scrivere, quelli che scrivono per diletto, per sport, per blog ecc ecc

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