27/07/13

Narciso e i nostri politici

"Si tramanda che Narciso aveva una straordinaria bellezza e grazia, ma nascondeva una superbia grandissima e una noia insopprimibile. [...] Questa favola sembra rappresentare le disposizioni e la fortuna di coloro che, per la loro bellezza, o per qualunque altra dote di cui la natura li abbia adornati e insigniti per la sua liberalità e senza alcuna cooperazione loro, amano se stessi con effusione, e quasi si innamorano della loro stessa persona. Con questo particolare stato d'animo va spesso congiunta una scarsa propensione per la vita pubblica, e per l'attività politica, giacché in questo genere di vita necessariamente s'incontrano molte noncuranze e offese, che possono turbare e abbattere l'animo di costoro.[...] Molto opportunamente si prende il primaverile narciso a rappresentare uomini di questa specie, che al primo sbocciare della loro giovinezza godono l'ammirazione di tutti, ma con l'andare del tempo deludono e rendono vane tutte le speranze che avevano fatto sorgere. Eguale significato ha anche il fatto che quel fiore è sacro agli déi inferi, giacché uomini di tale indole riescono sempre inetti a qualunque cosa; e tutto ciò che non dà frutto, ma passa come la nave nel mare senza lasciar traccia, veniva dagli antichi consacrato alle ombre e agli dèi inferi".
(F. Bacone, Della sapienza degli antichi, in Uomo e natura. Scritti filosofici

Sembra però che i tempi di Bacone siano passati, perché di "inetti Narcisi" è pieno il Parlamento italiano. Come sono riusciti, nonostante sia vero che abbiano deluso chiunque avesse risposto in loro delle speranza ad essere ancora lì e a generarne altri pronti a sostituirli appena si fa libero un posto?

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