05/09/13

"facendo a meno della certezza di un 'dove..."

"Coloro che si imbracano 'con vele ingegnose per mari inesplorati' facendo a meno della certezza di un 'dove', sono coloro che Zarathustra riconosce come propri amici. Amici della ricerca e del tentativo". (Nietzsche)
Non so se Zartahustra mi avrebbe scelto come amica. Quello che so è che nel mio vivere quotidiano, nelle mie scelte, non ho mai saputo con certezza dove ero diretta né dove sarei potuta approdare. Forse perché ho interesse per il viaggio, per l'esplorare mondi e luoghi che non mi sono famigliari, perché il dubbio è la mia vela ed il mio timone, perché temo i pregiudizi e i giudizi già confezionati, perché temo le definizioni e le gabbie che imprigionano menti e persone. e non liberano il cuore
Vorrei sentirmi come il marinaio de L'isola sconosciuta di Saramago, come quel marinaio che si presenta al re e chiede una barca per mettersi in mare:
"cosa volete, Perché non avete detto subito che cosa volevate, Pensate forse che io non abbia altro da fare, ma l’uomo rispose soltanto alla prima, Datemi una barca, disse […] E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere […] Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo, Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare, di quelli che hanno la mania delle navigazioni, e che non è bene contrariare fin da subito, L’isola sconosciuta, ripeté l’uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più, Chi ve l’ha detto, re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, E qual è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca, Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta".
Vorrei trovare questi compagni di viaggio, quelli che non sanno e non mettono radici in ciò che si crede di conoscere. Ci si sente soli in mezzo all'oceano? lo so. Ci si sente smarriti come del resto tutti coloro che sono messi volutamente ai margini, invisibili a tutti coloro che percorrono sentieri già così ben tracciati.
Ma è solo così che si riprova lo stupore, la meraviglia, l'indignazione, solo così si accoglie l'inaspettato, l'inusuale, si rompono le abitudini, si varcano i confini, ci si pone in silenzio di fronte alla parola dell'altro. Solo così si svuota il proprio io da ciò che è superfluo e inutile quando non dannoso e si ritrova la leggerezza e l'umiltà, sentendosi forse un po'esiliati tra gli esiliati.
"Ammaina la tua vanità, dice l'esilio, non sei che un granello di sabbia nel deserto. Non ti confrontare con gli altri uomini di penna, ma con l'infinità umana: la quale è amara e triste più o meno quanto quella non umana. E' questo che deve suggerirti la parola, non già la tua invidia, non già la tua ambizione".
I.Brodsky, Profilo di Clio 

6 commenti:

  1. Ricambio volentieri la tua visita, affacciandomi su questa bellissima riflessione (come sempre, qui da te) "guidata" da testi da me amati, che in questa pagina sembrano stare assai bene insieme. Sarà l'aria di settembre a propiziare lo smarrimento che fa venir voglia di ripartire (magari finalmente alla volta di sé)?

    Un saluto affettuoso. :)

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  2. solo così si accoglie ogni cosa...
    solo così non si è già morti in vita.
    ciao
    cri

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  3. Grazie Stefania e Cristina di essere passate qui da me ed avermi lasciato un vostro prezioso pensiero. Mi siete sempre care
    Emilia

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  4. Mai la certezza esplora o cerca e il dove ognuno porta dietro il suo per poterlo trovare

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  5. È anche il concetto di serendipity, da Ceylon, scoperta per caso durante un viaggio che aveva come meta l'India.

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