09/10/13

Lo spazio in cui vivo

Quello che mi è chiaro è che lo spazio, quello in cui vivo, di cui sono almeno in parte non tanto padrona, quanto responsabile deve diventare “uno spazio vitale”, deve essere uno spazio condiviso in cui ognuno possa sentirsi “persona” in mezzo ad altre persone ognuna con uguale dignità. Non deve esistere assolutismo, incatenamento delle persone a qualcosa di già precostituito, di già stabilito da qualcun altro.
Nello spazio in cui vivo c'è la diversità e ci si incontra non per assimilarsi gli uni agli altri, ma per conoscersi e confrontarsi. Nello spazio in cui vivo io chi mi accosta deve sentire, sapere che è quello che io sento e voglio.
Non voglio sentirmi passiva, non mi abbandono al destino né tanto meno al volere di chi non conosce la dignità, l'onestà, il rispetto, di chi crede di governare sugli altri con la paura e la prevaricazione.
Mi ribello. Ogni piccola azione può essere un atto di ribellione, un allenamento continuo e costante.
Non ascolto le parole che inquinano la mente... non regalo il mio tempo, lo tengo prezioso per scegliere chi mi offre pensiero e sentimento.
Cerco fra la gente chi aspetta una mia parola un mio gesto, chi mi regala un sorriso.
No, non lascerò che il veleno che passa nell'aria possa in qualche modo rendermi più arida e vuota. Forse oggi hanno vinto loro, ma non hanno sconfitto il sogno che alberga dentro molti di noi. E il sogno non è mera illusione, rifugio per anime stanche di vivere nella realtà; il sogno, il nostro sogno è immaginazione, quell'immaginazione che sa diventare progetto concreto e credibile.

13 commenti:

  1. Attendere non è vano sperare, dice l'I King.
    Nei tempi brutti bisogna stare raccolti intorno al proprio centro e non disperdere energie disperandosi inutilmente.
    Bisogna coltivare la propria anima, la propria autenticità, tenere in caldo il nostro cibo che condivideremo e distribuiremo agli altri quando ce ne sarà la possibilità e gli altri lo desidereranno.
    Un po' come se fossimo carbonari dell'amore.

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  2. Leggo il tuo bello scritto in trasparenza, pensando al nostro comune impegno d'insegnanti. Cerchiamo di trasformare i nostri sogni in impegno concreto, di dare ai ragazzi uno stimolo per crescere bene, in età e in maturità.

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  3. Son d'accordo con te, se smettiamo di aver sogni, di aver progetti è veramente tutto finito. Anch'io ho deciso di non arrendermi: preferisco andare avanti nonostante tutto, non rassegnarmi e dare il mio contributo che, forse è piccolo ma se unito a quello di tutti, può forse valere qualcosa. Un abbraccio, Fabio

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  4. Che bello ritrovarti. Un abbraccio..

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  5. brava Giulia, mi ribello anch'io! grazie di questa bella carica :-)

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  6. Queste tue parole potranno sembrare senza senso e fuori moda a molte persone. Parole come dignità onestà rispetto sono sconosciute ai più. E invece fai benissimo a non abbassare la testa passivamente, a ribellarti anche nelle piccole cose. Lo faccio sempre anche io, con fatica a volte, ma cerco di farlo sempre.

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  7. Mio piace Giorgio l'immagine di "carbonari dell'amore" e sono d'accordo che non bisogna sprecare energie nella disperazione. Bisogna vivere di un'attesa vigile che non vuol dire nè subire nè arrendersi.

    Nella scuola, pensierini, c'è davvero oggi molto da fare, moltissimo e bisogna attivarsi molto con i ragazzi. Sono d'accordo con te. Dobbiamo parlarne.

    Fabio, tu sai che sono una che non si arrende, posso a volte sentire stanchezza, ma vado avanti come fai tu. Chissà che tutti questi piccoli sforzi non confluiscano un giorno in qualcosa di più grande. Comunque chi ti è vicino può fare qualcosa per te e tu per lui. In ogni situazione in cui viviamo c'è sempre qualcosa da fare.

    Grazie Acryili77, sei molto gentile

    Arnicamontana, ogni piccolo gesto può davvero diventare un atto di ribellione a ciò che non condividiamo...

    Cara Elena, dobbiamo davvero non abbassare la testa, ritrovare la nostra dignità, non perdere mai il senso delle nostre azioni e sono sicura che anche tu condividi questo impegno. Un abbraccio

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  8. Ciao Giulia, è molto toccante il tuo post, perché come dice Ermione certe parole sembrano racchiudere sembrano concetti desueti.
    In realtà siamo in tanti a cercare di essere dignitosi, almeno con noi stessi. Ci provo anch'io, spesso con risultati altalenanti, ma ci provo.
    Ti ringrazio anche per la puntualizzazione in Stanze all'Aria, che ha temperato i commenti sconsiderati, spiace dirlo, di Solimano e Gauss.
    Ciao.

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  9. cara Giulia, mi vengo a ricaricare alla tua forza. Mi piace soprattutto quel "non voglio sentirmi passiva" e il tuo allenamento costante alla ribellione.
    Davvero ti ringrazio perché io ogni tanto smarrisco questa capacità di sentirmi attiva e mi sento sopraffatta. Invece voglio imparare a riconoscere nella mia quotidianeità il piccolo portato di ribellione.
    farò un censimento dei miei atti di "ribelle"per sentirmi meglio e rinvigorire la speranza.
    ti abbraccio, marina

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  10. Ribellarsi a chi ci avvelena l'aria e ci inquina la mente è uno sforzo quotidiano, ma va fatto. Non abbiamo scelta.
    Bacioni.

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  11. cara Giulia...felice di rileggerti..non sai quanto! scelgo questo post e quello che rappresenta di te..una donna e le sue parole che sono difficili da dimenticare! torno a trovarti presto, un abbraccio
    Laura

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  12. Grazie Laura, tornami a trovare. Un abbraccio

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  13. Che splendide parole di cui avevo davvero bisogno...

    "No, non lascerò che il veleno che passa nell'aria possa in qualche modo rendermi più arida e vuota. Forse oggi hanno vinto loro, ma non hanno sconfitto il sogno che alberga dentro molti di noi".

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