12/11/13

La perplessità secondo Marìa Zambrano

"Essere perplesso significa trovarsi tra varie alternative e non sapersi decidere per nessuna. Perché? Senza dubbio per mancanza di conoscenza sufficiente; è la prima cosa che viene in mente. Ma se si conoscesse sempre con esattezza la sequenza delle nostre scelte, la vita umana sarebbe del tutto assorbita nel mondo quanto quella dell'animale. All'interno della realtà umana ciò che più si avvicina a questa condizione è la tradizione che funziona perfettamente, l'adeguamento a una forma data in precedenza e la cui scelta si fonda su una conoscenza talmente certa da non offrire quasi margine al rischio. […]

La perplessità si produce quando la conoscenza è tale da lasciare margine al rischio, quando dobbiamo rischiare nello scegliere.
C'è però chi rischia senza perplessità o dopo averla superata rapidamente. Il perplesso è una creatura che ha un ampio campo di scelta e, fino a un certo punto, una situazione privilegiata. Chi è mosso dalla necessità non è perplesso; la perplessità è una situazione che presuppone un certo lusso, lusso di alternative, il che implica una società matura e un individuo libero di muoversi in essa. […]
Il perplesso ha idee, sa definire perfettamente le alternative di fronte alle quali ammutolisce. Conosce, ma gli manca quell'ultimo "mobile" che muove la vita, che la trascina e la fa uscire; non ha dinnanzi a sé il suo personaggio, non gli mostra il suo volto.
Il segreto non è la mancanza di conoscenza, bensì una svogliatezza o un timore che lo paralizza. Non può affrontare il rischio della vita, il pericolo di dire sì o no. […]
La perplessità non si può vincere semplicemente attraverso la semplice spiegazione delle parole. Si tratta di muoversi, di arrischiarsi a scegliere".
Marìa Zambrano -Verso un sapere dell'anima

Ecco, muoversi, arrischiare, scegliere... Davvero non è sempre così facile, ma il rischio è di rimanere come avviluppati nel dubbio, a guardare la vita scorrere dietro ad un vetro, rimanere spettatori e rinunciare a diventare attori. Come trovare la spinta, qualcosa che ci possa "muovere" alla vita?

4 commenti:

  1. La perplessità è maturazione, se è attesa. Portata all' eccesso, invece, è scelta essa stessa: scegliere di non scegliere. La peggiore.
    Le scelte sono come scalini di una ripida scala. Solo dall' alto potremo vedere bene l' orizzonte che ci aspetta... e quello che abbiamo veramente lasciato indietro.

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  2. La perplessità non deve avere fretta, e sottoscrivo che è un lusso, oserei dire che l'argomento non deve rivestire un' ideologia, perchè la perplessita su un'ideologia mi sembrerebbe sinonimo d'ignoranza.
    Ciao carissima, a presto.
    Cristiana

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  3. Perplessità—io credo—il volersi padroni d'accadere e il dogma che si debba mentre ti si regalano

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  4. Perplessità e dubbi, che magnifiche imperfezioni. Il punto sta nell'affrontarli consapevolmente: c'è sempre tempo per pentirsi, così poco ne rimane per i rimpianti. :-)

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