25/01/14

Imparare a perdere




"Io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…"
 Pier Paolo Pasolini

Dobbiamo imparare ad accettare la sconfitta, addirittura apprezzarne il valore. La sconfitta ci rende più umani, più vicini agli altri uomini che falliscono come noi. La sconfitta non ci toglie dignità anzi... 
La dignità (l'essere degno) non appartiene certo a coloro che per arrivare sono capaci di diventare disonesti, sono capaci di corrompere e di farci corrompere per un successo falso quanto aleatorio.
Sono proprio questi ultimi che hanno "scippato" presente e "futuro" ai giovani. 
Anche io prediligo, come Pasolini, la grave colpa di preferire di perdere piuttosto che vincere ad ogni costo, e spero che di questa colpa si macchino in tanti, sempre di più, e che sempre meno persone si lascino affascinare dalle sirene incantatrici di chi non ha altro che esibire un potere ottenuto con l'inganno.
Saper perdere vuol dire rimanere onesti, rimanere persone. Vuol dire non salire sul carro dei vincitori, vuol dire mantenere il proprio sguardo vigile, la nostra mente pronta a dire di no di fronte all'ingiustizia, a costo della solitudine.
Vuol dire non prevaricare gli altri, saperli guardare negli occhi e non guardarli dall'alto in basso. Far comprendere a chi mi è vicino che essere sconfitti non è "essere di meno", ma essere una persona che sceglie la propria strada non per arrivare primo, ma perché  va verso la meta che dà senso alla mia vita.

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