05/02/14

Diventare "pionieri dell'umanesimo"

"Io penso che ci sia spazio per una nuova umanità. Nell'epoca della globalizzazione, non si confrontano soltanto diverse lingue e religioni, ma anche diverse morali. A noi il compito di intessere una sorta di mantello d'Arlecchino, una specie di passerella ideale tra i codici morali di ciascuno.
L'umanità ormai non ci appare più come un universo, ma come un multiverso, e mi appoggio in questo all'astrofisica e alla teoria della proliferazione degli universi possibili. Ecco perché parlo del mantello d'Arlecchino come di una nuova veste sociale e normativa, a cui deve concorrere la stessa rilettura della tradizione e la sua concezione di limite.
A conclusione della sua Critica della ragion pura, Kant intravede la possibilità di un corpus mysticum di esseri razionali, in cui l'Io e il suo libero arbitrio si riuniscono con il totalmente altro da sé. È molto di più che il richiamo all'usurato concetto di solidarietà. È un incitamento a entrare in contatto con l'estraneo, a comprenderlo, salvaguardando la sua singolarità, la sua eccezione. Per riuscirci, occorre creare una nuova classe di pionieri dell'umanesimo, disposti a combattere la battaglia di una inesausta negoziazione tra differenze".
Julia Kristeva 
L'uomo continua ad evolversi e si vive sempre all'interno di contraddizioni e complessità. Se vogliamo procedere per semplificazioni, incapsuliamo le nostre vite e quelle degli altri. Ma un atteggiamento difensivo delle nostra presunta identità, al di là di quello che si pensa, può essere molto pericoloso non solo per gli altri ma anche per noi stessi. 
Mi piace indossare il mantello di Arlecchino e sentirmi pioniera dell'umanesimo. Spero solo di esserne all'altezza.

2 commenti:

  1. I pionieri hanno avuto (hanno) la necessità e/o il coraggio di varcare tutti i confini. Ciao e un sincero augurio. Luigi.

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  2. E' un post importante e bellissimo, questo. Grazie per averlo scritto.

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