20/02/14

La sinistra che non abbiamo più...

"Per il modo in cui è stata congegnata, per le doppiezze che l'hanno contraddistinta, per i regolamenti di conti con cui s'è conclusa, l'ascesa di Matteo Renzi alla guida del governo ha il sapore di certi cambi di guardia al Cremlino. Un esorbitante partito-Stato si fa macchina di potere, usa i propri uomini come pedine, li uccide politicamente se ingombrano, tradisce la parola data senza spiegazioni.


Il tutto avviene "a porte chiuse", come nel dramma claustrofobico di Sartre: lontano dal Parlamento, dalla prova elettorale che era stata assicurata, da una società che il partito-Stato non sa più ascoltare senza vedere, dietro ogni cittadino, l'inferno molesto di qualche populismo. La liquidazione di Enrico Letta è avvenuta in streaming, ma sostanzialmente fuori scena: secondo Carmelo Bene, questa è l'essenza dell'osceno. Non sarà forse così, Renzi riuscirà forse a realizzare quel che promette: un piano lavoro entro marzo, soprattutto. Ma l'inizio incoraggia poco. Per la terza volta, in un Parlamento di nominati, il Pd designa per Palazzo Chigi un nominato.
(…)
La cosa straordinaria, e solo in apparenza paradossale, è che la macchina del Pd cresce in potenza, man mano che organizza autodafé e perde i contatti con la società. Già da tempo ha smesso di identificarsi con la sinistra: parola da cui fugge, quasi fosse un fuoco che scotta e incenerisce. Già da tempo non si preoccupa di parlare in nome degli oppressi, degli emarginati, ed è mossa da un solo obiettivo: il potere nello Stato, attraverso lo Stato. Letta ha preparato il terreno, ma non guidava il Pd. Ora è un capo-partito a ultimare la metamorfosi: l'abbandono della rappresentatività, la governabilità che diventa movente unico, l'oblio della sinistra e della sua storia.
Ovvio che l'istinto a tradire si tramuti in normalità. Può darsi che Renzi cambi l'Italia in meglio, che renda lo Stato addirittura più giusto. Che non si spenga in lui la memoria del consenso popolare ottenuto alle primarie. Ma il come ancora non lo sappiamo, la coalizione è quella di ieri, e la macchia della defenestrazione di Letta gli resta appiccicata al vestito. Difficile dimenticarla. Difficile dimenticare le parole carpite lunedì a Fabrizio Barca. Il quale grosso modo ha detto questo: "C'è chi mi vuole ministro dell'Economia. Ma per fare che? Per imporre una patrimoniale di 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta e però non è nei piani?"
 Barbara Spinelli (La Repubblica 19 febbraio 2014)


Noi elettori da sempre di una sinistra che non c’è più ci sentiamo orfani, ci sentiamo defraudati di un patrimonio che avevamo costruito anche noi con le nostre lotte quotidiane, con il nostro impegno silenzioso al di fuori di qualsiasi palazzo. L’abitudine a “governare” senza tener conto della gente, in qualsiasi luogo dove ci sia un po’ di potere, purtroppo si è diffuso a macchia d’olio nella società e raggiunge anche gli anfratti più nascosti. Non c’è più l’abitudine al dialogo, l’abitudine all'ascolto di chi sta più in basso e non ha voce, non c’è più il desiderio di mettersi al “servizio” di chi vive sulla propria pelle una crisi di cui non ha colpa e di cui è soltanto vittima. La malattia ha contagiato la cultura, l'associazionismo, la scuola...
Ma a morire in silenzio, senza più colpi di stato, senza violenza aperta è la democrazia e con lei la speranza di poter credere in un mondo migliore. A vincere è la corruzione e la sete di potere. A vincere è una fetta di popolazione esigua a scapito della stragrande maggioranza. 
Intanto i giovani, sbeffeggiati da chi ha avuto vita facile e privilegi,  se ne vanno e aumentano i suicidi di chi non ha più speranze. 
La speranza è che ci sia un risveglio e la nascita di una nuova vera sinistra che però sappia radicarsi in mezzo alla gente e si riformi dal basso. Gli intellettuali che hanno a cuore il bene comune possono seminare solo  se si mescolano anche tra la gente comune, altrimenti rimangono un élite.

4 commenti:

  1. è da un pezzo che si è smarrita "la sinistra". Ci siamo chiesti perché in tutti i movimenti , i comitati e i gruppi c'è un sacco di gente di sinistra, ma quelle istanze lì trovano un muro non solo quando arrivi alle segreterie provinciali o regionali, ma persino nella più sperduta sezione... Ci vogliono esempi ? Il movimento No-Tav da chi è formato ? Il movimento per l'Acqua pubblica da chi è stato promosso ? ecc ecc

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  2. E' proprio come dici... non c'è più rappresentanza.

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  3. d'accordo con guglielmo...la rappresentanza è morta e sepolta da un pezzo. Quin Sardegna ci sono state le regionali da poco e io fino all'ultimo momento ho dubitato di andare a votare. L'indignazione sta toccando livelli mai visti prima.
    Un bacio Emilia

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  4. Il fatto e' che comunque non abbiamo alternativa a questa sinistra che non e' sinistra.

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