18/04/14

Addio al grandissimo Gabriel Garcia Marquez

“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”“Taciturno, silenzioso, insensibile al nuovo soffio di vitalità che faceva tremare la casa, il colonnello Aureliano Buendìa comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine”“Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra”

Gabriel Garcia Marquez - Centa'anni di solitudine

3 commenti:

  1. :'(
    ...addio e grazie della compagnia, proprio così
    a te, un abbraccio

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  2. Un grande uomo, uno scrittore "magico" in tutti i sensi. E' bellissimo il brano che hai riportato, in generale è "speciale" l'intero libro.
    Grazie.
    Piera

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  3. Un grande uomo, uno scrittore "magico" in tutti i sensi. E' bellissimo il brano che hai riportato, in generale è "speciale" l'intero libro.
    Grazie.
    Piera

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