01/04/14

"Gracias a la vida” di Violeta Parra

"Gracias a la vida” è’ una canzone bellissima, una canzone che emoziona, che smuove qualcosa dentro di te, una canzone che ha accompagnato la vita di molti di noi, è uno dei più  grandi inni alla vita che sia mai stato scritto. Eppure chi l’ha scritta, Violeta Parra si è tolta la vita. E’ difficile da credere, ma può succedere che chi abbia tanto amore per la vita, non riesca poi a sopportarla, forse proprio perché l’ha vista violata troppe volte. La vita, quando la ami, ti chiede molto. Chiede rispetto, amore per tutto ciò che è intorno a te, chiede impegno. Non è una parola vuota, non è mera esistenza. E’ molto, molto di più. Chiede che la si difenda là dove viene violata. Per questo Violeta Parra  vedeva la canzone come strumento di denuncia, uno strumento per riscattare i più deboli, per valorizzare le loro vite e le loro storie:
"Ogni artista ha l’obbligo di mettere la sua creatività al servizio degli uomini. Oggi non si deve cantare più di ruscelletti e di fiorellini. Oggi la vita è più dura e la sofferenza del popolo non può essere disattesa dall’artista."
Questa cantante è diventata un'icona della musica popolare cilena e una delle artiste più significative dell'America Latina: cantautrice, studiosa del folklore, ma anche pittrice, ricamatrice, scultrice e ceramista, nonché la prima latinoamericana a cui è stata consacrata un'esposizione di opere al Louvre.
Una donna piena di vitalità, ma anche soggetta a terribili depressioni improvvise che ha sempre avuto chiaro quale fosse il compito che si era prefissa. "Gracias a la vida, Que me ha dado tanto" recita il ritornello sarà la canzone testamento e forse la più struggente dell'intera produzione musicale della Parra.
Violeta Parra è diventata un mito e un simbolo dopo la sua morte. I suoi ritratti, i manifesti raffiguranti il suo viso carismatico, si incontravano ovunque in Cile, a testimonianza del fatto che la sua figura si era radicata nella cultura delle classi più povere che la consideravano e la considerano tuttora un simbolo del riscatto sociale.
"Gracias a la vida"  è stata registrata nel 1966 a Santiago del Cile ed è diventata una delle canzoni latino-americane più famose della storia.
 
Nel 1971 la cantante argentina Mercedes Sosa ha inserito la canzone nel suo album in tributo a Violeta Parra; per Sosa, questa canzone, diviene una sorta di inno personale e viene eseguita costantemente in tutti i suoi spettacoli fino alla morte. Tale canzone diventa molto popolare e si diffonde anche a livello internazionale.
Nel 1974 la cantante statunitense Joan Baez inserisce la canzone Gracias a la vida nell'album omonimo, registrato allo scopo di denunciare gli orrori della dittatura del generale Augusto Pinochet in Cile, un album intenso e sentito, dedicato al popolo cileno, oppresso dalla dittatura fascista di Augusto Pinochet, che autore del colpo di stato del 1973 che ha causato tante vittime, primo fra tutti Salvador Allende con l’appoggio degli Stati Uniti.
"Gracias A La Vida" nasce quindi dall'indignazione di Joan Baez nel vedere popoli e nazioni a lei affini utilizzati come feudi coloniali ma soprattutto vuole dare un messaggio di speranza e di conforto, vuole far conoscere meglio la cultura, lo spirito e la tradizione musicale dei popoli latino-americani. Con la sua voce intensa Joan Baez rende omaggio a questo struggente inno alla vita facendone una delle canzoni simbolo nel suo repertorio. Meno conosciuta ma altrettanto simbolica è "Te Recuerdo Amanda", una ballata che racconta la storia d'amore di un'operaia, originariamente composta da Victor Jara, artista e attivista politico cileno torturato ed ucciso in seguito al golpe del 1973. Canzoni come "Llego Con Tres Heridas", "La Llorona" ed "El Preso Numero Nueve" fotografano bene l'essenza più dolente eppure orgogliosa dei popoli latini, a cui Joan Baez dà voce con straordinaria efficacia, producendosi in interpretazioni sentite, decise e vibranti, con il suo vibrato che diventa una lama tagliente, ma "Gracias A La Vida" non è solo dolore, questo è un album eclettico ed universale, le sensazioni che esprime sono varie e molteplici: standards della tradizione folk latino-americana come "Guantanamera" e "Cucurrucuccù Paloma" aggiungono colore e brillantezza, la breve filastrocca "De Colores" evoca scenari popolareschi, di vita agreste semplice e spensierata, "El Rossinyol", accompagnata dal dolcissimo suono di un flauto, esprime un dolente romanticismo che sfiora le corde del cuore, anche grazie al particolare suono della lingua catalana. In "Gracias A La Vida" trovano spazio anche due inediti firmati Joan Baez, "Las Madres Cansadas" è un tributo alla figura materna, la più famosa "Dida", vede la partecipazione di Joni Mitchell ai cori ed è un piccola perla di raffinatezza.
Bellissime anche le due canzoni conclusive: "No Nos Moveran" è una poesia, una preghiera corale, che diventa alla fine un inno di liberazione popolare, e infine "Esquinazo Del Guerrillero", che dà voce alle emozioni di un combattente che riabbraccia la sua amata dopo aver vinto una battaglia: un messaggio di speranza che Joan Baez ha voluto esprimere con questo album ancora attualissimo per le tematiche trattate, che fanno riferimento all'America Latina ma potrebbero benissimo adattarsi a molte altre parti del mondo, "Gracias A La Vida" parla di gente comune, di vita e di speranza per un futuro migliore, e questo ne fa un album di musica orgogliosamente popolare, di grande valore simbolico prima ancora che artistico.
Il 5 giugno 1988 Mercedes Sosa e Joan Baez canteranno insieme Gracias a la vida, un duetto davvero magnifico. Abbiamo bisogno della musica, dell'arte, della forza di queste personalità per continuare a credere che il mondo si può e soprattutto si deve migliorare in modo da fare della nostra esistenza un inno alla vita come hanno fatto queste tre cantanti.
   

1 commento:

  1. The entire information is really good and some good insights available. Looking forward to do more clicks.

    RispondiElimina