16/04/14

Il blues e il Jazz secondo Wynton Marsalis (2)

Il jazz ha lo stesso valore per i musicisti e per il pubblico perché la musica, legata com'è ai sentimenti, all'unicità dell'individuo e all'improvvisare insieme, fornisce risposte ai problemi fondamentali della vita. Più è alto il livello di attenzione, maggiori sono i benefici. Come in una conver­sazione, il musicista si accorge quando la gente ascolta: a un ascolto ispirato corrisponde un'esecuzione ispirata.
Conoscere il jazz apre nuove prospettive alla percezione della storia. Ho letto resoconti della grande Depressio­ne e ho conosciuto e suonato con persone che l'avevano vissuta. Ma quando ascoltate Mildred Bailey o Billie Holiday, l'orchestra di Benny Goodman o Ella Fitzgerald con quel­la di Chick Webb, la vostra visione di quel periodo si fa più acuta e perspicace: il linguaggio che adoperavano, il modo in cui ricorrevano allo humour e agli stereotipi per colma­re il divario tra le razze, la loro concezione dei rapporti in­terpersonali che si rifletteva nei groove a cui danzavano, le possibilità di combinare la musica dolce con i ritmi hot e latini. Si sentiva che le persone stavano delineando un mo­do di intendere e celebrare la loro esistenza nonostante i tempi duri; anzi, se ne facevano beffe. Non solo con can­zoni allegre ma con la verve del più schietto ed esplicito swing, il glorioso ritmo ondeggiante che i musicisti jazz ap­plicavano a ogni tipo di brano, anche alle canzoni amare e dolenti. Il jazz riempie gli aridi fatti della storia americana con qualcosa di dolce, di contagioso, di vitale.
Il jazz è sia il passato sia il potenziale d'America, rias­sunto, certificato e accessibile a chiunque voglia imparare ad ascoltarlo, a sentirlo, a comprenderlo. La musica può metterci in contatto con le nostre esistenze precedenti e prefigurare un futuro migliore. Ci ricorda qual è il nostro stadio nella catena delle conquiste dell'umanità, lo scopo primario dell'arte.
I più grandi artisti in ogni campo parlano attraverso i secoli di temi universali - morte, amore, invidia, vendetta, avidità, giovinezza, vecchiaia, i temi fondamentali, e quindi immutabili, dell’esperienza umana.
L’arte e gli artisti fanno davvero di noi “la famiglia dell’uomo” e molti dei grandi musicisti jazz incarnano quella consapevolezza. Pg. 25

Ecco dove sta la grande differenza tra ascoltare e suo­nare. Se si ascolta, si riesce a capire e si ottiene un succes­so. Chiunque può apprezzare una bella interpretazione, a condizione che abbia la pazienza di capire dove risieda la sua forza artistica. Alle superiori odiavo leggere le poesie piene di simbolismi. Pensavo: "Non ci possono dire subito dove vogliono arrivare?". Ma quando mi resi conto che il simbolismo arricchisce la poesia, avvicinandoti a molti concetti con poche parole, cominciai ad apprezzare l'uso crea­tivo dei simboli.
(…) Il blues è un'arte in cui l’ascolto infor­mato porta al piacere.

È come leggere. Se non avete voglia di seguire la trama, di cercare il significato delle parole o comunque di impa­rare qualcosa, probabilmente la letteratura non fa per voi. Ma se vi impegnate c'è un mondo inesplorato di piaceri e di rivelazioni che aspetta solo voi. Nel blues e nel jazz, un piccolo investimento da parte vostra in termini di tempo e pazienza vi rende un patrimonio in termini di emozioni e di ricchezze spirituali di ogni tipo - per non dire di quan­to vi divertirete.

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