19/01/16

Il problema è come viene indotta la gente ad aver paura

[…] siamo stati politicizzati, siamo sempre stati interessati a scoprire perché questo Paese (la Romania) sia arrivato a vivere una situazione così insopportabile, come sia potuta esistere una dittatura così tetra, come uno zotico venuto da non so dove sia diventato un dittatore, con il culto della personalità, e una società intera che si inginocchiava ai suoi piedi. Come può, in queste situazioni, non esistere alcun punto d’appoggio, né un barlume di sincerità intorno a te? E poi tutto questo vocabolario nauseante e ideologico. Per me tutte queste cose si sono sovrapposte, si sono combinate.
Non mi fido del linguaggio. Vedete, il linguaggio in sé non esiste e non è un valore: tutto dipende dall'uso che ne fanno gli uomini. La vita esiste, il linguaggio è una roba artificiale. Può aiutare a uccidere, o a salvare. Io ho visto come le dittature possono usarlo per piegare la realtà ai loro fini, e quindi ho sempre paura di scrivere. Temo costantemente di essere fraintesa o usata a scopi che non condivido.
 […] il linguaggio a volte è un codice per nascondersi. Una bugia che usiamo per sopravvivere. Tutti mentiamo nella vita, chi più, chi meno. Nelle dittature, però, la menzogna diventa uno strumento sistematico del potere, e anche di chi dal potere deve difendersi. Una volta finito in un campo di concentramento, poi, la bugia, o il linguaggio usato come un codice segreto, diventa indispensabile per comunicare con i tuoi alleati e non farti capire dai tuoi nemici.
Herta Muller da un’intervista a La Stampa, 8/05/2012

La sfida, per la Muller è come raccontare una biografia, "la mia, - dice - di una persona distrutta. Mi domando: come era possibile tutto quello che è successo in Romania? Tutti disprezzavano Ceausescu. Eppure tutti ubbidivano per paura. Il problema è come viene indotta la gente ad aver paura. Non è una questione del passato. Guardi la Russia, oggi. Mi chiedo come è possibile demolire la psiche della gente, come sta facendo Putin».
Emanciparsi dall'infanzia, fare i conti con il padre nazista: Herta Müller quel problema lo sta affrontando da quando ha imparato a pensare. Un argomento difficile, insopportabile.

Herta Muller è nata nel 1953 a Niţchidorf in una famiglia di svevi nel Banato romeno. Il padre è un alcolizzato e da giovane ha militato nelle SS, la madre, come molti altri romeni di origine tedesca, è stata deportata nel 1945 nell'Unione Sovietica e condannata ai lavori forzati per cinque anni in Ucraina.
"Per me è estremamente importante il fatto che mio padre sia stato un SS. La biografia di mio padre fa parte della mia vita, indipendentemente dalla mia volontà. Non posso oscurarla, far finta che non esista". e ricorda: «Quando avevo 17 anni ho pensato: ora ho l’età di mio padre quando è andato in guerra nei ranghi delle SS. E anch'io vivo oggi sotto una dittatura. Non devo fare compromessi".
E compromessi non li farà. 

La domanda: "come viene indotta la gente ad aver paura?".  E' una domanda fondamentale che non appartiene ad altri tempi. Certo la paura è stata il paesaggio dominante in cui sono vissuti uomini e donne nel periodo del nazismo e del comunismo, ma è presente anche oggi in tutta la sua forza e pericolosità. Paura del terrorismo, ma paura di quello che ne consegue. 
Sono giorni difficili questi, in cui ognuno di noi è chiamato a lottare contro un pensiero dominante che sta crescendo in modo esponenziale verso i musulmani, verso i profughi, verso chi è diverso e che si vuol vedere come un potenziale nemico. E' più facile "generalizzare" che entrare nel merito dei problemi dell'altro, è più facile vedere "un terrorista" piuttosto che "una vittima" di un sistema che non conosce la parola "giustizia" ed "eguaglianza".

Le parole che si sentono risuonare sono parole dure, parole d'odio, parole che cercano la guerra e non vogliono davvero comprendere cosa sta succedendo e come affrontare la situazione con civiltà e umanità. 

Il linguaggio come dice la Muller "Può aiutare a uccidere, o a salvare". Dobbiamo, allora, trovare parole costruttive, vivificatrici, che sappiano entrare nel concreto della realtà, che sappiano vedere il particolare e rifuggano dalle generalizzazioni e dalle semplificazioni. Dobbiamo trovare parole soprattutto che si trasformino in azioni e in progetti, che diventino "dialogo" e "ascolto".
"Il dettaglio è il contrario di quello che propagano e praticano le grandi ideologie", dice la Muller. "Le ideologie sono fatte da pezzi già pronti, prefabbricati, montati sempre alla stessa maniera e seguendo gli stessi schemi e non tollerano sorprese o deviazioni dalla norma. Ecco perché il dettaglio è il nemico dell’ideologia". Ma non c’è solo la dittatura comunista, precisa: «Ho fatto anche l’esperienza dell’ideologia della minoranza tedesca in Romania, del candido piccolo paesino, dell’idea per cui dobbiamo stare insieme a difesa delle nostre virtù tedesche: pulizia e ordine".

3 commenti:

  1. Che cosa aggiungere, Emilia, a ciò che dice la Muller e a ciò che dici tu nell'approfondimento del passo? La parola ha un potere straordinario, nel bene e nel male, e va usata con grande consapevolezza, sono assolutamente d'accordo. Importantissimo il riferimento al "dettaglio", al non "generalizzare", invece è proprio quello che facciamo quotidianamente, sbagliando quasi sempre.
    Il passo è molto approfondito e sarebbe bello commentarlo a lungo, mi sono limitata solo ad alcune cose.
    Grazie, Emilia, sempre profondi gli argomenti che proponi.
    Piera

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  2. La biografia della Müller è fonte di infinite scoperte e riflessioni su lei e sulla sua opera.
    Credo che la Müller abbia scontato con infinito dolore il "non riconoscersi in nulla, in nessun gruppo o comunità umana". Ed è partendo da questa constatazione che bisognerebbe forse rileggere ogni sua pagina, per riempirla di quel sovrappiù di senso che a volte potrebbe sfuggirci.

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  3. Credo che davvero la Muller abbia molto da dirci. Ogni volta che leggo qualcosa di lei o un suo libro scopro mondi. Si impara molto.
    Grazie Piera e grazie Sabina per il vostro contributo.

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