05/01/16

Quello che ho da dire ai giovani di oggi

Del futuro si dice di solito che è vostro o che è ciò che voi ne vorrete fare, in realtà il futuro è anche ciò che ne fanno gli altri, la parte che gli altri vi giocano e il modo in cui interferiscono con l'esperienza che ne avete. (...) 
Non sono sicura che ce ne sia uno, o meglio, non sono sicura che in qualche modo il menage à trois tra interessi politici, industriali e militari non finirà per prevalere e annichilire nel vero senso della parola un futuro umano praticabile. 

Ho pensato allora di parlarvi del passato. Sicuramente l'importanza del passato per comprendere e preservare è un buon argomento (...). Avete già imparato alcune strategie per apprezzare il passato storico, economico e culturale che ricevete in eredità . Ma in ogni discorso onesto sugli splendori del passato nazionale che ereditate scoprirete un lieve accenno di rincrescimento, il rammarico che questo lascito non sia abbastanza positivo per voi, perché il passato è già in debito con un presente amministrato male. 
Inoltre, contrariamente a quanto potete aver sentito dire, il passato non è morto e sepolto, (...) cambia già nel momento in cui viene riesaminato, quando lo si ascolta alla ricerca di risonanze più profonde. Può rivelarsi più liberatorio di una qualunque immagine di futuro se si ha voglia di identificarne le evasioni, le distorsioni, le bugie e di svelarne i segreti. Ma mi sembrava poco opportuno scavare nel passato di fronte a persone che ne stanno costruendo uno, o stanno forgiando il loro personale. 

Ho anche pensato di puntare sulle vostre responsabilità, (...) di dirvi cioè, salvate il mondo. Suggerirvi che con slancio e idee giuste avete certamente la possibilità di renderlo migliore, persino di soccorrerlo. Forse è un fardello troppo pesante da passare alla generazione successiva alla mia. 
La responsabilità che condividiamo, non è quella di salvare il mondo, ma semplicemente di amarlo, cioè di non fargli del male. E già malconcio, annaspa per respirare, non fategli del male, e non permettete che altri lo facciano o provino a farlo. Sappiate che i predoni, sventolando bandiere fatte di banconote sono capaci di qualsiasi affermazione, promessa e azione pur di trasformare il mondo in un casino in cui solo il banco vince. Ai piccoli comuni mortali piace giocare con l'infinito. Così ho abbandonato anche l'idea di indicarvi delle responsabilità .

All'ultimo punto di questa mia lista di riferimenti da evitare ho messo la felicità. Sono certa che vi è stato detto che questo è il periodo più bello della vostra vita. Pur darsi, ma se è vero che oggi, a 20 anni o giù di lì, avete già vissuto o state vivendo gli anni migliori, o se lo saranno i prossimi due o tre, beh, allora mi dispiace per voi, perché sicuramente vorrete restare qui, ferme a questi anni belli, senza crescere, desiderose solo di essere nell'aspetto e sentirsi nell'animo quelle adolescenti cui interi gruppi industriali sono devoti: vogliono che restiate così, perfette con gli abiti alla moda, i gadget più elaborati, la dieta più efficace, le pillole innocue, la chirurgia opzionale, i cosmetici di ultima generazione, tutto per mantenere la fame di stasi, per interrompere uno sviluppo. 
Mentre i bambini vengono erotizzati in adulti, gli adulti vengono esoticizzati in eterni giovincelli. So che la felicità ha rappresentato il reale obiettivo, anche se mascherato, del vostro impegno qui, delle vostre frequentazioni, della professione in cui vi preparate ad entrare. Ve la meritate. Vi auguro di ottenerla. Tutti dovrebbero poter essere felici. Se è questo il vostro unico obiettivo, avete la mia piena solidarietà, se questi sono davvero gli anni più belli della vostra vita, mi dispiace per voi, perché non c'è nulla di più soddisfacente, gratificante e eccitante dell'età adulta, dell'età matura che vi attende. Diventare adulti non è un processo inevitabile, è una conquista, una bellezza difficile, la gloria di una dura vittoria. Non permettete che gli interessi commerciali e una cultura fatua vi privino di questa soddisfazione.

(...) Direte: che mi importa di tutte queste esitazioni, di questa severità, che cosa hanno a che fare con me, con la mia vita? Non ho chiesto io di venire al mondo. Mi permetto di dissentire. Lo avete fatto, anzi, avete insistito. E' troppo semplice, banale, non nascere, così la vostra presenza qui sulla terra è in gran parte merito vostro. Vale anche per questa coscienza che ha insistito perché fossi sincera e ammettessi di non essere stata totalmente schietta circa il mondo che vi tocca in eredità. 
Il mio rimuginare sul futuro, il passato, la felicità, era riferito alla mia generazione, non alla vostra, a una generazione depravata, imprudente, con un'identità fragile che ha avuto bisogno di infinite sorsate di potere e di continui rimandi alla presunta debolezza degli altri a sostegno della propria illusione di forza. Ci gratifichiamo vendendovi sempre più giochi e immagini di morte per farvi divertire. La mano che stavo leggendo non era la vostra, ma il palmo aperto della mia generazione. 

Nessuna generazione (né la mia né quella dei vostri genitori) ha il pieno controllo della fantasia e dell'operato della generazione successiva se voi non lo accettate. Non lasciate che i media vi marchino come generazione X, Y o Z, tutti slogan creati per catturare l'attenzione e fare un bel titolo. Non siete quello che dicono testate senza testa che non possono fare a meno di conflitti e etichette. Non dovete per forza rientrare in una categoria precisa, contribuenti, consumatori, minoranza, maggioranza, appartenete sì ad una generalità, ma avete anche una specificità (...). 

Solo voi sapete veramente chi siete.

Nessun autore ha il controllo completo del racconto, ma scrive comunque, così dovete fare voi. Anche se forse non riuscirete mai a conoscere e gestire fino in fondo i personaggi che compaiono nella vostra storia o la scombinano, potete rispettarli dandogli attenzione e rendendogli giustizia. Il tema che scegliete può cambiare o sfuggirvi ma essendo la storia la vostra, potete sempre scegliere il tono. Significa anche che potete inventare il linguaggio per dire chi siete e che cosa pensate. Racconto storie, sono di conseguenza un'ottimista ostinata, fermamente convinta dell'indole morale del cuore umano. Credo che l'inganno disgusti la mente e che essa abbia fame di verità . Credo nella crudeltà della bellezza. In questo senso, dal punto di vista dello scrittore, vedo la vostra vita già pronta in attesa che voi la rendiate arte. Che dio vi benedica.

Parte di un intervento che Toni Morrison ha tenuto in un college americano 
(Tratto da "La Repubblica" del 16/06/2001)Traduzione di Emilia Benghi 

3 commenti:

  1. Bello, senza falsità, senza cose ovvie.

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  2. nulla da aggiungere...un passo realista, privo di ipocrisie, bellissimo

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