24/02/16

Il soggetto più importante della mia fotografia è “l’uomo"

Henri Cartier-Bresson 1963, Città del Messico
Il soggetto più importante della mia fotografia è “l’uomo. L’uomo e la sua vita, così breve, così fragile, così minacciata (…) Ciò non vuol dire che separo in modo arbitrario l’essere umano dal suo ambiente, che lo strappo dal suo habitat: sono un reporter e non un ritrattista di studio. Ma l’esterno (o “l’interno”) in cui quest’uomo, il mio soggetto, vive ed agisce mi serve solo, diciamo così, come scenario significativo. 

Mi servo di questo scenario per collocarvi i miei attori, per dar loro risalto, trattarli con il rispetto che meritano
E il mio modo di agire è basato su questo rispetto, che è anche un rispetto della realtà: non fare rumore, evitare qualsiasi ostentazione personale, essere, per quanto mi riesce, invisibile, evitare di “predisporre” o “mettere in scena”, limitarsi a esserci, avvicinarsi pian piano, a passo felpato, per non smuovere le acque…
(...) Tutto quello che facciamo è determinato dalla concezione che abbiamo del mondo. E' impossibile isolare un soggetto, ogni cosa fa parte di un tutto unico. Perchè una cosa acquisti un valore duraturo, bisogna che passi attraverso tutto il processo delle emozioni umane. (...)
La maggior parte delle fotografie ti sfuggono nel momento in cui le scatti, il che significa che non c'è modo di sapere di preciso quali ne saranno le conseguenze, nè a che punto acquisteranno un senso compiuto. (...)
Henri Cartier-Bresson

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