03/02/16

La fotografia giusta per me è quella che fa emozionare - Irene Kung

Penso che l’artista debba dare al pubblico quello che il pubblico non ha, e quindi il compito di un artista contemporaneo è quello di far sognare le persone attraverso un messaggio positivo e intimo. Il sogno ci fa raggiungere le grandi mete e ci aiuta in momenti di difficoltà. Nella mia visione ci permette di accedere all’intuizione: un’emozione molto forte che elimina la razionalità. Credo che attraverso il sogno si arrivi meglio all'essenza dell’oggetto.
Nel mio modo di lavorare è possibile riportare l’albero a quello che ho sentito. Il mio lavoro consiste proprio in questo: tolgo ciò che non è essenziale per far vedere l’albero com'è, come lo sento. È intuizione, è irrazionale: il razionale ci può portare fuori strada, il sentimento no. La fotografia giusta per me è quella che fa emozionare.
Creare significa lasciarsi andare liberamente ai sentimenti più profondi e questo può portare a immagini che fanno sognare. Chi non sogna può perdere il filo rosso della vita, soprattutto quando è in difficoltà, perché sognare significa cambiare punto di vista.
Ho letto diverse autobiografie di persone che hanno sofferto molto nella loro vita e ho notato che ognuna è riuscita a sopravvivere perché sapeva sognare l'improbabile. Il sogno sembra superfluo in un mondo che cerca sempre maggiore efficienza, invece è una dimensione profonda e fondamentale per l’uomo.
Durante i miei tirocini di pittura, un maestro un giorno mi disse: “Devi lavorare sempre, più ore possibili, e quando non sei ispirata, preparare dei fondi di pittura (sfondi composti dal primo strato di pittura e/o pezzi di carta N.d.R.). Conservali e riutilizzali solo per i momenti di scarsa ispirazione. Saranno capaci di suscitare in te qualcosa di profondo”.
Capri
Tutto questo mi ha insegnato a non forzarmi a livello espressivo, ma ad allenarmi a un lavoro più inconscio, che non controllo ma che mi permette di esprimere sentimenti più interiori.Oggi sono riuscita a trasferire questo meccanismo alla fotografia e credo che finora sia stato il passo più importante. Lavorare con la parte più intima di me stessa è fonte di enorme gioia, in quel momento l'oggetto che voglio rappresentare mi corrisponde: è come innamorasi.

Il mio lavoro consiste proprio in questo: tolgo Ciò che non e essenziale per far vedere l’albero come è, come lo sento. Il movimento morbido e lento dei rami lunghi e sottili del salice mi affascina.
E una sensazione di pace
È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole sono assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra.”
House of Parliament, London, 2008
Prima di tutto giro per la città senza scattare foto. Cammino, sento l’atmosfera della città, giro intorno ai monumenti, osservo la luce. Di solito c’è un momento nel quale riesco a sentire l’atmosfera della città e dei suoi monumenti. Questo è il mio punto di partenza. In seguito decido a che ora la luce mi aiuta a ritrarre il monumento cosi come l’ho percepito .
Colosseo Roma
Ricorda un po' la meditazione...Nella meditazione cerchiamo di abbandonare il pensiero per lasciarci andare a una sorta di ascolto di noi stessi e dell’ambiente. Ci vuole allenamento. All'inizio ero distratta dal traffico, dalle persone e facevo fatica, oggi mi sento protetta e concentrata. È una passeggiata piacevole.
Ogni foto ha il suo iter, ma in generale lo scatto di partenza deve avere quel sentimento di coinvolgimento di cui parlavo, oltre alla luce giusta. 
Flatiron Building, New York City
Silenzio e immobilità. Fermarsi per vedere, sentire, pensare e sognare.Voglio dare una risposta nell’intimo di ognuno in questo momento di corsa del nostro mondo verso il suo declino.Il vuoto.E’ più importante il vuoto, il buio intorno al soggetto rispetto al soggetto stesso. Oggi c’è troppo ovunque e io mi concentro sul togliere e creare vuoti. Il vuoto come possibilità di dare una dimensione al tempo.
Il tempo. La pausa. Perdere tempo in opposizione alla regola del capitalismo che sostiene che il tempo è denaro. La velocità della comunicazione rischia di stravolgerci e ci impone di essere più attenti.
Il sogno. L’aspetto onirico delle mie opere non è casuale. Lavorando intuitivamente mi avvicino al contenuto misterioso e essenziale del soggetto. Sognando ad occhi aperti, si diventa capaci di guardare dietro l’angolo. Non puoi pensare se non sai immaginare.Nietzsche ha considerato il sogno come una parte essenziale del vissuto, attribuendovi un importanza pari alla veglia. Ha paragonato il pensiero onirico al pensiero dell’umanità ai suoi primordi.
In post-produzione uso Photoshop, esasperando la luce con il contrasto. Poi elimino tutto quello che non mi interessa per concentrarmi sul soggetto: lascio che mi ispiri in un processo a volte molto lungo, ma affascinante. L’importante è sempre l’immagine finale ottenuta, non gli strumenti usati.
Empire State Building, New York City
Le mie foto nascono di solito dal buio. Amo l’oscurità perché mi permette di illuminare ciò che trovo interessante.
DUOMO-MILANO
Scelgo il teatro notturno della città?Perché il palcoscenico è sul tempo che rimane immobile, la luce che lo definisce, la scena teatrale che rimane vuota e che solo al termine della rappresentazione comprendiamo che è proprio essa stessa la protagonista.
Tour Eiffel 
Perché gli attori qui son ammassi di pietre, levigate, decorate, acciaio e finestre illuminate. Una notte che sogna, che si interroga sulla presenza dell'uomo e sull'impronta che lascia nella città, ma che prima di tutto usa i raggi luminosi per tracciare i profili di un mondo da assaporare, conosciutissimo eppur inedito.
Il testo è tratto da alcune interviste rilasciate dalla fotografa qui e qui

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