02/02/16

La verità è che avevo un bisogno disperato di connessione umana...

Ho sempre pensato che Facebook, Twitter e gli altri social media fossero qualcosa di frivolo e privo di valore. Poi però la primavera di due anni fa ho avuto una profonda depressione, ero arrivato al punto di pensare che sarei morto, ma non volevo prendere farmaci, così mi son detto, proviamo questo Facebook. Mi ha curato. Gli sono grato. In dieci giorni stavo bene. La verità è che avevo un bisogno disperato di connessione umana, ero completamente solo, non parlavo con nessuno, così ritrovarmi in un flusso, anche se in parte irreale, di informazioni, di conoscenti, di dialoghi, per quanto effimeri, mi ha aiutato moltissimo. Sono molto attivo sui social, posto materiali sui miei libri ma anche riflessioni sociali e politiche, mi dà l’impressione immediata che la la mia voce sia ascoltata, e anche questo è importante, anche quando ci si esprime attraverso libri di molte pagine. Ogni giorno sto due o tre ore su Facebook e mi fa molto bene.
Così scrive lo scrittore  Mircea Cărtărescu nato a Bucarest nel 1956 uno dei più importanti scrittori romeno contemporaneo. Di Mircea Cărtărescu Voland ha pubblicato Travesti (2000), Abbacinante. L’ala sinistra (2008), Perché amiamo le donne (2009), Nostalgia (di cui è uscita una nuova edizione completa nel 2012 e con il quale l’autore si è aggiudicato anche il prestigioso Premio Acerbi) e Abbacinante. Il corpo. 
Non ho ancora letto nessuno dei suoi libri, ma alcune delle sue interviste e credo e quanto prima rimedierò la mia lacuna.

Per ora mi ha colpito quello che ha raccontato di sè nelle righe riportate. Il perchè è molto semplice: molti di noi hanno disdegnato inizialmente Facebook, l'abbiamo pensato un luogo virtuale per giovani, ma, man mano che ci si addentra, ci si rende conto che è vero quanto ha detto questo scrittore. Facebook diventa per molti un luogo "di connessione umana", per molte persone sole un toccasana. Certo non ci si può illudere di intrecciare rapporti profondi, amicizie salde, ma non è detto che ciò non possa avvenire nel momento in cui uno lo desideri. 
Intanto è un luogo dove non ci si sente soli. Sarà un'illusione? forse. Ma tant'è per Mircea Cărtărescu ha funzionato e forse per molti altri. E allora registriamo questo valore positivo. 

Sicuramente, da quello che ho letto, questo scrittore non è un uomo superficiale, forse per questo però ha sentito il bisogno di uscire da quell'isolamento in cui molti scrittori di un certo spessore si vengono a trovare. Facebook, allora, diventa una finestra a cui affacciarsi, sempre aperta e sempre disponibile. In qualsiasi ora del giorno ognuno di noi può trovare qualcuno disponibile a parlare con lui o lei. Non mi sembra poco. 
Poi certo rimangono vere tutte le altre considerazioni fatte in altri momenti e in altre situazioni. Ma niente ha un sola dimensione e per ogni fenomeno ci sono diverse sfaccettature.

La citazione la puoi trovare su Minima & Moralia

4 commenti:

  1. Facebook è un luogo, come un caffé o un altro ritrovo pubblico. Manca la contiguità, il contatto fisico, questa è la differenza principale: differenza che talvolta condiziona la comunicazione e il comportamento. E' un luogo, appunto, nel quale si possono fare incontri di ogni genere, socializzare, scambiarsi informazioni utili. Non è buono, non è cattivo, dipende dall'uso che se ne fa. Ha molte sfaccettature, come dici, l'importante è esserne consapevoli.

    Un caro saluto.
    P.

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  2. Condivido Pim. C'è l'abitudine di vedere tutto in bianco o nero. Invece, non è così. Grazie per essere passato di qui. Se devo parlare per me, io preferisco e preferivo come luogo d'incontro il blog. Ma la storia ci à altre opportunità, e allora usiamole.

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  3. Ciao Emilia, in situazioni particolari i social network possono essere molto utili. Io ho presente mia madre alla quale l'uso dello smartphone con Facebook, Whatsapp
    e mail ha aperto un mondo. La mantiene attiva e la fa sentire in costante contatto con amici e parenti.

    Per quanto mi riguarda, resisto ad entrare in Facebook e rifuggo tutti i social perché temo che mi assorbano energia e tempo che preferisco dedicare ad altre cose (rapporti personali, letture, cura della mia forma fisica, ecc.).

    Ti leggo sempre, anche se raramente commento.
    Un caro saluto.

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  4. Un caro saluto anche a te... Sentiamoci. Grazie per questo tuo intervento. Infatti, si pensa sempre ai social network come un fenomeno giovanile, invece, sono molto presenti persone anziane o persone che altrimenti non avrebbero una vita sociale.
    Tutto sta sempre da chi lo usa e da come si sua, come tutte le cose.
    Un abbraccio

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