28/03/16

Dorothea Lange e la sua macchina fotografica

Negli anni 30 della Grande Depressione americana molti contadini furono costretti a migrare. Come sempre la crisi fu provocata da interessi di banchieri privi di scrupoli, grandi latifondisti. La fotografa statunitense Dorothea Lange (1895-1965), seguì e documentò la disperazione di uomini, donne e bambini disperati che presero la via della west coast.
“D’un tratto, nel Kansas e nell’Oklahoma, nel Texas e nel Nuovo Messico, nel Nevada e nell’Arkansas, le trattrici e la polvere si alleano per spodestare i coloni e cacciarli nel West. Ed ecco formarsi ed apparire le carovane dei nomadi: ventimila, centomila, duecentomila. Varcando le montagne si riversano nelle ricche vallate: tutti affamati, inquieti come formiche in cerca di cibo, avidi di lavoro, di qualunque lavoro”.
John Steinbeck
Li chiamarono “Okies” perchè arrivavano dall’Oklahoma. Ma questo termine cambiò il suo significato per prendere quello di “buzzurro” o “cafone”. La loro colpa: essere stipati a centinaia in tendopoli fatiscenti e prive di qualsiasi servizio igienico, arrivavano ad occupare tere che non erano loro. 
“Nitrati e fosfati non sono la terra: la lunghezza di fibra del cotone non è la terra. Carbonio sale acqua e calcio non fanno l’essere umano. L’uomo è sì tutte queste cose, ma è qualcosa di più, è molto di più; e la terra è infinitamente più che l’insieme dei suoi elementi. L’uomo che è più delle sue componenti, che calca la zolla coi piedi nudi, che fa deviare il vomere per scansare una pietra, che sosta nei solchi per consumare il suo pasto; quest’uomo che è più dei suoi propri elementi conosce e capisce questa terra che è più delle proprie componenti. Ma l’uomo della trattrice, che guida una macchina morta su un suolo ch’egli non conosce e non ama, capisce solo la chimica, e disprezza la terra e se stesso.” John Steinbeck
E come sempre a farne le spese i bambini. La tristezza che si legge nei loro occhi è una denuncia esplicita anche se senza parole.
Una storia che si ripete da sempre. Oggi più che mai. I potenti della terra decidono, fanno e disfano, e la gente ne paga le conseguenze. E allora si parte, si lascia la propria terra, gli affetti, quello che si aveva, ci si mette in cammino. E si incontrano altri speculatori della morte e il disprezzo di molti, troppi uomini. 

“La macchina fotografica è uno strumento che insegna alla gente come vedere senza di essa”
La valutazione del diritto si pratica, nel ragionare umano, solo quando si è su una base di parità, mentre se vi è disparità di forze, i più forti esigono quanto più è possibile e i più deboli acconsentono (...)
Questa legge non l’abbiamo stabilita noi né siamo stati noi i primi a valercene: l’abbiamo ricevuta che già c’era e a nostra volta la consegneremo a chi verrà dopo, e avrà valore eterno.
Tucidide 

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