19/03/16

E' nella semplicità che si nasconde la bellezza

La maggior parte della gente non notava Hans Hubermann. Lo considerava una persona insignificante. Certo, la sua abilità di decoratore era eccellente. Il suo talento musicale era superiore alla media. In qualche modo però, e senza dubbio avrai incontrato altri individui come lui, aveva la capacità di restare sullo sfondo persino se era il primo di una fila. Era lì. Ma non lo si notava. (…) 
Tuttavia, il suo aspetto insignificante induceva in errore. In lui c’era indiscutibilmente del valore, che non sfuggì a Liesel Meminger (talvolta nella specie umana il bambino è decisamente più acuto dell’adulto). (…) Liesel notò la singolarità degli occhi del suo padre adottivo. Erano fatti di bontà e d’argento. Di un argento soffice e liquido.
 Osservando quegli occhi Liesel comprese che Hans Hubermann valeva molto.
Si alzarono entrambi e andarono in cucina, e attraverso la finestra appannata e gelata videro strisce di luce rosea sui cumuli di neve dei tetti della Himmelstrasse.«Guarda che colori» disse Papà. Difficile non amare un uomo che non soltanto nota i colori, ma ne parla.
Durante una sfilata di prigionieri per la strada principale di Molching, diretti a Dachau: Hans Hubermann  si china a offrire un pezzo di pane ad un ebreo anziano: ecco, questo è un uomo. 
Quando il pane passò da una mano all'altra l’ebreo si lasciò scivolare a terra, cadendo sulle ginocchia, e abbracciò gli stinchi di Papà. Vi affondò il viso, per ringraziarlo.Liesel guardava.
Con gli occhi pieni di lacrime vide l’uomo scivolare ancora più giù, spingendo indietro Papà per piangere fra le sue caviglie.Passavano frattanto altri ebrei, guardando tutti quel piccolo, futile miracolo.
Markus Zusak, La bambina che salvava i libri

E' nella semplicità che si nasconde la bellezza, nei gesti del quotidiano. Non è nei gesti eclatanti, nella generosità esibita, nelle parole cariche di ideologie, ma di poca umanità.
Sono le persone che nel quotidiano sanno regalarti un sorriso, farti oggetto di attenzione, che ascoltano, che non hanno paura di perdere tempo, che sanno dire di no, quando gli si chiede qualcosa che va contro i loro principi, che curano la vita in tutte le sue forme, che rispettano l'altro per quello che è e non per quello che ha, che ti accettano quando sbagli e nella tua fragilità.

La bellezza è qualcosa che viene da dentro, non si vede, si sente. Per questo i bambini sono più sensibili e la sanno percepire in modo istintivo. Lo sanno fare fino a quando qualcuno non ha costruito filtri e barriere alla loro sensibilità. La bellezza si nasconde negli anfratti della storia. Bisogna saperla vedere, bisogna volerla cercare.

La bellezza è nell'uomo e nella donna che sanno che saper vivere e saper amare sono un'arte che si impara giorno per giorno senza mollare, è nell'uomo e nella donna che non hanno paura di perdere e pur nella sconfitta mantengono il loro senso, guardano con più tenacia verso il proprio orizzonte. 
"La forma più comune di bellezza è legata alle relazioni umane. E allora, se non crediamo nell’immortalità del corpo e dell’anima, l’unica trascendenza che ci resta è la traccia che lasciamo nella memoria degli altri. Tanto vale che sia la più bella possibile"
Tzvetan Todorov


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