13/03/16

La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea...

«Le nature come la tua, dotate di sensi forti e delicati, gli ispirati, i sognatori, i poeti, gli amanti sono quasi sempre superiori a noi uomini di pensiero. La vostra origine è materna. Voi vivete nella pienezza, a voi è data la forza dell’amore e della esperienza viva. Noi spirituali, che pur sembriamo spesso guidarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell'aridità. A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell’amore, il bel paese dell’arte. La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea. Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto. Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto. A me splende il sole, a te la luna e le stelle, i tuoi sogni sono di fanciulle, i miei di ragazzi...» 

...Boccadoro parlava raramente di questo suo mondo di sogni; solo poche volte ne fece cenno a Narciso.
«Io credo» gli disse un giorno «che un petalo di fiore o un vermiciattolo sul nostro cammino dica e contenga molto di più di tutti i libri dell’intera biblioteca…Talvolta scrivo una lettera greca, un teta o un omega e girando appena un pochino la penna vedo la lettera che guizza; e un pesce, mi ricorda in un attimo tutti i ruscelli e i fiumi del mondo, tutto ciò che esiste di fresco e di umido, l’oceano di Omero e l’acqua su cui camminava Pietro; oppure la lettera diventa un uccello, mette la coda, rizza le penne, si gonfia, ride, vola via..

Ebbene Narciso tu non dai molta importanza  a lettere di questo genere vero?
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Ma io ti dico: con esse Dio scrisse il mondo.»
Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro.

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