15/04/16

Che ci sia dato di esseri degni della disperata speranza.

"Che ci sia dato di esseri degni della disperata speranza.

Di avere il coraggio della solitudine e il valore di azzardarci a stare insieme, perché a nulla serve un dente fuori dalla bocca, o un dito senza la mano.
Di ribellarci agli ordini, ogni volta che ci viene impartito un ordine che umilia la nostra coscienza o viola il nostro senso comune.
(…) Di essere così caparbi da continuare a credere, contro ogni evidenza, che la condizione umana vale la pena, perché siamo stati fatti male, ma non siamo ancora conclusi.
Di essere capaci di continuare ad andare sulle strade del vento, nonostante le cadute e i tradimenti e le disfatte, perché la storia continua il suo cammino, al di là di noi, e quando ci dice addio, in verità sta dicendo: a tra poco.
Di poter mantenere viva la certezza sulla possibilità di essere connazionali e contemporanei di ogni forma di vita animata dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque sia nata e ovunque essa viva, perché non hanno frontiere le mappe dell’anima né quelle del tempo".

Eduardo Galeano
 E' un messaggio forte, chiaro quello di Galeano che non lascia indifferenti. Utopico. Certamente. Del resto, lo affermava lui stesso: 
E benché non possiamo indovinare il tempo che sarà, possiamo avere almeno il diritto di immaginare come desideriamo che sia. Nel 1948 e nel 1976, le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare?”
L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.
Bisogna guardarla la realtà, non girare gli occhi dall'altra parte, ma questo non vuol dire che si debba smettere di guardare in avanti non con quella fiducia salvifica, non con quella speranza che è illusione, ma con la volontà di camminare in una direzione piuttosto che in un'altra, di saper fare delle scelte, di saper prendere posizione e stare dalla parte di chi subisce ingiustizia. 
Servirà, non lo possiamo sapere. Sappiamo solo chi vogliamo essere o cercare di diventare per noi stessi e per gli altri.

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