10/04/16

Il pianeta intero è la nostra casa

Al giorno d'oggi, il mondo intero o è un sistema, qualunque sia la struttura di questo sistema, o è un genere di unità tale da dover contare sulla totalità per risolvere i problemi di ogni singolo paese. Nell'ipotesi che sia già stato così nella realtà qualche altra volta, non ne eravamo a conoscenza. Come succede nella vita di una persona, può capitare che qualcosa che sta accadendo in un paese che non si è mai visto, tra due persone mai conosciute, si riveli un avvenimento che farà parte del proprio destino personale, ma lo si saprà solo più tardi. Per il momento, venire a conoscenza del fatto lascia del tutto indifferenti, e non ci si sente affatto toccati da questo evento lontano che si verifica tra due vite sconosciute.Quando così accade, chiamiamo Destino l'insieme di queste manifestazioni e la guida invisibile che le presiede. 
 Ma se lo sappiamo in anticipo, o abbiamo in mente un qualsiasi avvenimento accaduto in un qualsiasi luogo del pianeta, che in un qualsiasi momento del passato abbia influito sulla nostra vita, allora il destino lascia il posto alla coscienza e all'ansia di comprensione. La coscienza si estende, e non viviamo più sotto il peso del destino, sotto il suo manto, sentendo l'ignoto in agguato. 
[…] Non è il destino, ma semplicemente la comunità, la convivenza, quello in cui ci sentiamo avvolti: sappiamo di convivere con tutti gli uomini che vivono qui, e anche con tutti gli uomini che qui vissero un tempo. Il pianeta intero è la nostra casa.
Convivere vuol dire sentire e sapere che la nostra vita, seppure nella sua traiettoria personale, è aperta a quella degli altri, non importa che siano nostri vicini o meno; vuol dire saper vivere in una dimensione in cui ogni evento ha la sua ripercussione, che per essere comprensibile non è per questo meno certa; vuol dire sapere che anche la vita è in tutti i suoi strati un sistema. Che facciamo parte di un sistema al momento chiamato genere umano. […]
La persona vive in solitudine e, per questa stessa ragione, quanto è più intensa la vita personale, tanto maggiore è il desiderio di aprirsi e addirittura di riversarsi su qualcosa: è ciò che si chiama amore, per una persona, per la patria, per l'arte, per il pensiero. […]
Sappiamo che esistono altri "qualcuno" come noi, altri "uno" come noi. La perdita di questa coscienza di vivere in analogia con gli altri, di essere un'unità in una dimensione in cui ne esistono altre, porta alla follia.
Marìa Zambrano, Persona e democrazia

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