21/04/16

Incontri...

Era in silenzio oggi quella signora e guardava Andrea comporre il suo mazzo di fiori: roselline bianche, qualche fiore giallo... "c'è troppo verde - ha detto all'improvviso - metta ancora qualcosa di colorato, dei fiori rossi, a me piace il rosso". Il suo sguardo che prima sembrava spento si è ravvivato all'improvviso, come se una lucina dentro si fosse accesa.
Lo sguardo dei vecchi, a volte è così, appannato, fino a quando non capiscono che chi è davanti a loro ha davvero voglia di ascoltare, di fare due chiacchiere, di intrattenersi con loro, che ha voglia di entrare in quel mondo della lentezza che ormai loro abitano da tempo. Allora qualcosa cambia e ritrovano quella voglia di comunicare, di vivere che sembra spegnersi pian piano quando si trovano soli.

Andrea è un giovane uomo gentile che ama il suo lavoro, i fiori, i campi, stare all'aria aperta e in quel suo piccolo negozio, che trasuda una grande umanità, transitano tante persone anche solo per fare due chiacchiere.
Passa tanta gente da lui e i bambini, tornando dalla scuola, si fermano per salutarlo. Ieri ce n'era uno che aspettava che Andrea finisse di servire una signora, la mamma gli gridava "Andiamo, andiamo che è tardi!", "no, io prima voglio salutare Andrea" ha detto con decisione. 

E oggi la signora I. per un attimo almeno ha ritrovato la voglia di parlare, di dirci che ha fatto l'istituto tecnico e che secondo lei le insegnanti di lettere sono le migliori. Che le mancavano "le lettere", che parlava bene, ma che tante volte si trovava a contemplare una parola e a chiedersi "cosa sarà: un sostantivo o una aggettivo? Questo ormai non lo saprò mai più". Ha concluso quasi parlando a se stessa. "Ho 89 anni sa?" ci dice conscia di aver raggiunto un bel traguardo. 
La guardo con ammirazione. E' una donna fiera, dritta, con il suo bastone che sembra portare più per vezzo che per necessità. "Sono contenta di avervi conosciuto" ci ha dato la mano, una stretta forte, decisa ed è uscita con il suo mazzo di fiori sorridendo.

Incontri. Piccoli incontri del quotidiano che ti lasciano piccoli, ma significativi segni. 
Da tempo ho scelto di disertare i grandi convegni di parata che non cambiano nulla e di vivere di più in mezzo alla gente, quella che non fa notizia, che si ascolta poco, che non fa parte dei nostri pensieri e delle nostre considerazioni quando parliamo di problemi generali. 
Si ritrova tanta umanità, quella che abbiamo perduto nell'ansia di fare, di apparire, di diventare, di avere...
Andrea ha fatto del suo piccolo negozio non un luogo di puro commercio, ma un luogo di incontro e lavorando raccoglie storie, è attento a chi passa e ha bisogno di lui. Non è un buon samaritano, solo una persona che sa coniugare il suo lavoro con la vita. Nel mondo di oggi una piccola rivoluzione.

Ci vorrebbero tanti posti così dove la gente potesse incontrarsi, luoghi dove sedersi a fare due chiacchiere, a conversare e dialogare senza altro scopo dello scambio per dare forma alla propria vita spezzettata, frammentata. Ogni negozio, ogni angolo, ogni giardino o cortile potrebbe diventare uno spazio dove trovare qualcuno con cui scambiare due parole.

Un bambino potrebbe trovare altri adulti di cui fidarsi oltre al padre e alla mamma, potrebbe forse godere di più libertà; un ragazzo potrebbe trovare qualcuno con cui parlare anche al di fuori del suo gruppo che se manca di altri riferimenti, può diventare una prigione; un anziano potrebbe discutere con chi è più giovane e non sentire quella distanza che spesso li rende così arrabbiati con loro. 

Insomma sarebbe un'altra vita, ma perché dovrebbe essere impossibile?
Quanta solitudine invece in queste nostre strade o piazze affollate! 

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