16/04/16

Una sola dimensione riscatta il tempo, ed è la speranza

...Negli anni ho imparato che una sola dimensione riscatta il tempo, ed è la speranza. La speranza che, come dice Gabriel Marcel, è la memoria del futuro. Perché anche ciò in cui speriamo nasce, attinge comunque dal nostro passato. Le cose accadute non sono cancellate, ma come da correnti carsiche rinascono, e danno contenuto alla speranza». 
«Il tempo oggi viene considerato quasi esclusivamente nella sua dimensione cronologica, senza che se ne riconosca il significato, senza cogliere, di ciò che facciamo, quel che ci può salvare. Allora questa accezione del tempo si fa successione vertiginosa di avvenimenti senz’anima. Il tempo frantumato dal frenetico scambio di informazioni superflue distrugge, mentre l’accoglienza del tempo interiore ci salva, e salva il nostro prossimo. Anche se perfino nel disperato tentativo di riempire affannosamente il tempo con il web si intravede l’oscura nostalgia di relazioni umane perdute».

«La noia ci coglie quando siamo tagliati fuori da ogni forma di comunità, di caritas e di amore; quando siamo prigionieri di un tempo immobile, perchè è caduto qualsiasi slancio che ci porti al di fuori di noi. Chi ama non si annoia, chi vuole bene non si annoia, perché vive costantemente in un cerchio di attenzioni e ispirazioni e affetti. Quando ci annoiamo, dovremmo chiederci in che cosa stiamo sbagliando». Negli anni ho imparato che una sola dimensione riscatta il tempo, ed è la speranza. La speranza che, come dice Gabriel Marcel, è la memoria del futuro. Perché anche ciò in cui speriamo nasce, attinge comunque dal nostro passato. Le cose accadute non sono cancellate, ma come da correnti carsiche rinascono, e danno contenuto alla speranza». 

Da un'intervista su Avvenire ad Eugenio Borgna di Marina Corradi

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