28/05/16

Leggere un libro non dovrebbe essere come arrancare in un denso pantano.

E la noia, ammettiamolo, è un problema che molti di noi hanno finito per associare ai libri. Anche per questo preferiamo alla lettura quasi qualsiasi altra cosa; pochissimi di noi prendono in mano un libro dopo aver messo a letto i bambini, cenato e lavato i piatti. È più probabile che ripieghiamo sulla televisione. Certe sere preferiremmo fare lo sforzo di salire in macchina e andare al cinema o aspettare un autobus che ci porti nelle vicinanze.(...)

Se si desidera che la lettura sopravviva come attività di svago, e alcune statistiche dimostrano come la cosa non sia affatto scontata, allora dobbiamo fare pubblicità alle gioie che ci regala, più che ai suoi (dubbi) benefici. Non vorrei mai dover dissuadere qualcuno dalla lettura di un libro. Ma vi prego, se state leggendo un libro che vi sfinisce, lasciate perdere e leggete qualcos'altro, come quando mettete mano al telecomando se non vi piace un programma televisivo. La vostra incapacità di godervi un romanzo reputatissimo non significa che siate ottusi; anzi, potreste scoprire di preferire Graham Greene, o Stephen Hawking , o Iris Murdoch, o Ian Rankin, o Charles Dickens, o Stephen King , fate voi. Non importa. So soltanto che ricaverete ben poco da un libro che vi fa piangere per la pena di leggerlo. Non ve lo ricorderete e non imparerete niente; e, la prossima volta, con ogni probabilità sceglierete di guardare il Grande Fratello invece di leggere un libro.
(...) E però non si sgarra. Sembra un comandamento scolpito nella pietra: o i libri costano fatica, o sono una perdita di tempo. E così ci sfianchiamo impantanandoci in romanzi seriosi, e a volte seriamente tediosi, o in enormi biografie di politici; alla fin fine i libri sembrano poco più che un dovere, e Pop Idol comincia a esercitare sempre piu fascino. Mollateli, ve ne prego.
E, vi prego, piantatela di snobbare quelli che stanno leggendo un libro — Il codice da Vinci, per esempio — perché gli piace. Prima di tutto, nessuno di noi sa quanta fatica rappresenti per quel particolare lettore. Potrebbe essere il suo primo romanzo di lunghezza canonica che legge da adulto; potrebbe essere il testo che finalmente svela lo scopo e la gioia della lettura a qualcuno che fino a quel momento era rimasto perplesso nel vedere l'attrattiva che esercitano i libri sugli altri. E comunque, leggere per diletto è una cosa che dovremmo fare tutti.
Non intendo che tutti dovremmo leggere romanzi rosa o thriller (però se è questo che volete leggere, per me va benissimo, perché... Ascoltate, vi confesserò una cosa che nessuno vi dirà mai: se non leggete i classici o il romanzo che ha vinto l'ultimo Booker Prize, non vi succederà niente di male; e soprattutto, se li leggete non vi succederà niente di straordinario); voglio dire soltanto che voltare le pagine non dovrebbe essere come arrancare in un denso pantano. Lo scopo primario dei libri è che noi li leggiamo: e se scoprite di non farcela, può darsi che la colpa non sia della vostra inadeguatezza. A volte i « buoni » libri sono un incubo.
Nick Hornby, Una vita da lettore 

4 commenti:

  1. Oh sì, leggere senza essere religiosi, intendo la religione dei libri: se ti annoi, smetti. Senza sentirti a disagio. Magari non sei in vena te, e ci puoi riprovare un'altra volta, magari proprio quella lettura non fa per te. Io ho scartato tanti libri noiosi, ma ne ho trovati di più appassionanti. Certo per cominciare a leggere, come per ogni cosa, ti ci vuole un esempio: per me mio padre, soprattutto; per la mia figlia maggiore noi genitori. Ci vedeva, piccolissima, col libro aperto a letto, immersi nella lettura, e stava fra noi, nel lettone, con un libro aperto in mano, troppo grande, messo al contrario, e ancora non parlava, ma chiacchierava col libro. Ha letto sempre tanto e tutta roba buona.

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  2. è un discorso pericoloso, soprattutto di questi tempi. Io arrancavo e facevo fatica con libri che poi sono stato contento di leggere, e ho letto d'un fiato autentiche fetecchie delle quali mi sono dimenticato subito. Il discorso di Hornby mi fa pensare all'intervista che ho letto oggi su Repubblica con Piero Rattalino... è con Rattalino, con Paolo Terni, con Gualerzi (eccetera) che se la prendono quelli che parlano di svecchiare la Rai; ma io da Piero Rattalino, da Paolo Terni, da tutti i "vecchi" ho imparato tutto quello che so; adesso mi vengono a dire che sono noiosi e che è meglio accontentarsi. Se ci pensi bene, tutto il mondo dell'informazione oggi ti spiega che fare fatica, impegnarsi, imparare le cose più difficili, tutto questo è una cosa noiosa, da evitare. L'esatto contrario di quello che dicevano persone come don Milani, tanto per dirne uno. Un mondo di conformisti, insomma; o forse il Paese dei Balocchi di Carlo Collodi.

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  3. Non so neanche io se condividere del tutto quello che dice Hornby, ma certamente a volte alla lettura si arriva per percorsi diversi e ognuno comincia da dove può o da dove è. Mi fa paura piuttosto il marketing... quello sì è dannoso alla lettura. Ma in quello non centrano i lettori, ma chi li vende e con i libri fa affari e non cultura.

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  4. Guarda com'è bello questo video sulla lettura: https://www.youtube.com/watch?v=Ad3CMri3hOs

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