24/05/16

Nuvole nell'arte e nella letteratura

Le nuvole hanno sempre esercitato un grande fascino. Viaggiano in tutta la loro leggerezza, si addensano minacciose, giocano con il sole ed il cielo. E sono un soggetto amato per i giochi di luce e le forme che proiettano sul blu del cielo.

Sono tanti  gli schizzi delle nuvole del pittore John Constable che dipinge quelle che attraversavano il cielo inglese, tra il 1821 e il 1834, tra Hampstead Heath e Brighton. Andava in giro per sentieri e per spiagge solitarie inseguendole.


Ama la natura che osserva, perché - dice -  "non si vede veramente qualcosa, se non lo si capisce". E per capire, dipinge perché "la pittura non è che una parola diversa per dire sentimento".

E il cielo che ama di più perché "è l'elemento chiave, l'ago della bilancia, il primo organo del sentimento... e la sorgente della luce che, in natura, governa ogni cosa".
Cieli puri senza orizzonte, non più uno sfondi, ma soggetti principale.
Un soggetto sempre meravigliosamente mutevole.
Nei confronti delle nuvole c’è quasi un’attenzione scientifica da parte dell’artista che ha molto spesso appuntato la data, la direzione del vento e le condizioni atmosferiche con le quali dipingeva.
Un metodo il suo che gli permetteva di prendere “appunti” all’aperto, catturando così i vari aspetti della natura e le mutazioni della luce. Egli infatti sosteneva che “il cielo è ‘la sorgente della luce’ in natura, e governa ogni cosa”.
Sul retro, quasi sempre, aggiunge  delle annotazioni sulla direzione del vento, sull'ora del giorno, sul sole e sulla luce.
Dipinge le nuvole, non per le immagini che evocano e nemmeno per usarle negli sfondi, ma per indagarle  in ogni minimo dettaglio e per studiarle.


Nuvole 

Dovrei essere molto veloce
nel descrivere le nuvole -
già dopo una frazione di secondo
non sono più quelle, stanno diventando altre.
La loro caratteristica è
non ripetersi mai
in forme, sfumature, pose, disposizione.
Non gravate della memoria di nulla,
si librano senza sforzo sui fatti.
Ma quali testimoni di alcunché -
si disperdono all’istante da tutte le parti.
In confronto alle nuvole
la vita sembra solida,
pressoché duratura e quasi eterna.
Di fronte alle nuvole
perfino un sasso sembra un fratello
su cui si può contare,
loro invece sono solo cugine lontane e volubili.
Gli uomini esistano pure, se vogliono,
e poi uno dopo l’altro muoiano,
loro, le nuvole,
non hanno niente a che vedere
con tutta questa faccenda
molto strana.
Al di sopra di tutta la tua vita
e della mia, ancora incompleta,
sfilano fastose così come già sfilavano.
Non devono insieme a noi morire,
né devono essere viste per fluttuare.

Wisława Szymborska (da “Elogio dei sogni”)

2 commenti:

  1. Sai, "nube" e "nubile" hanno la stessa radice, perché la nube è gonfia e candida come una fanciulla che va in sposa. Il tuo post mi ha fatto pensare a quest'etimo suggestivo.

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