23/06/16

Abbiamo bisogno di parole che curano, che aprono mondi e spazi...

Abbiamo tutti bisogno di fermaci. Anche chi non lo sa ne ha bisogno. Bisogna che qualcuno li avvisi, dove stanno correndo, dove stanno andando?  Non lo sanno, corrono, perché bisogna fare in fretta. Chi l’ha detto. Qualcuno. Qualcuno chi? Non lo so, ma Qualcuno l’ha detto.

Abbiamo bisogno di ascoltare, abbiamo bisogno di essere ascoltati. Anche quello che continua a parlare, che interrompe l’altro, perché sa già, sa già tutto… anche lui ha bisongno di ascoltare anche se non lo sa ancora.. 
Abbiamo bisogno di ascoltare quello che tace, che è immerso nel deserto dell’indifferenza. 
Ma chi? Se lo cerchi lo trovi. Devi entrare nel suo deserto, sospendere il rumore che da molto tempo gira nella nostra testa senza mai tacere. Quel rumore di chi ogni giorno ci racconta “verità”, di chi vuole sempre aver ragione, di chi vuole sempre vincere e non conosce le ragioni degli altri. Di chi conosce solo il linguaggio della prepotenza e dell’arroganza.

Abbiamo bisogno di ritrovare la parola. Ci sono parole che non usiamo più, se ne sono impossessate la propaganda politica e la pubblicità.
Abbiamo bisogno di inventare spazi dove ci si possa parlare, dove riscoprire la sorgente delle parole. Dobbiamo imparare a sostare in questi spazi, imparare di nuovo a godere del piacere di parlare e ascoltare, di abitare insieme il nostro presente cercando l’armonia e la bellezza.

Dobbiamo inventare luoghi dove le parole possano respirare. Dove nessuno deve né convincere né tanto meno vincere. Perché le parole hanno bisogno di camminare lentamente per trovare la loro dimora e dare i propri frutti. Per potersi legare ad altre parole e restituirci sensi e significati.

Parole, quindi, che sappiano trasformarsi in colloquio, parole fecondate perché nascono dallo stare in relazione. 

Abbiamo bisogno di parole che curano, che aprono mondi e spazi, che giochino nel vento, che ci portino fiducia, che ci ridiano la voglia di credere, che producano l’imprevisto. Abbiamo bisogno di parole vive. Radicate nella vita delle persone, realiste ma non pessimiste. Parole che creano legami. L’essere insieme è un incrociarsi di mondi privati su cui costruire il senso dell’essere in comune.

Un essere in comune che ci dia fiducia. Perché senza fiducia non si può esistere davvero. Fiducia nell'altro. Fiducia nel possibile partendo da quello che si è. 
E Insieme tracciare la mappa del possibile partendo dal luogo in cui ci si trova. Un possibile che pian piano cresca mentre impariamo a stare insieme, a condividere, a cercare strade e percorsi credibili.

Ma per questo abbiamo bisogno di trattenere il tempo, di rallentare, di rompere quel ritmo che non ci lascia respirare, non ci lascia guardare il cielo, afferrare la luna, riscaldarci al sole, bagnarci di pioggia. Dobbiamo sostare per guardarci negli occhi, per dare il tempo al possibile di manifestarsi.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere,significa rallentare più che accelerare,significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce,alla fragilità, alla dolcezza.
Franco Arminio da "Geografia commossa dell'Italia interna"

5 commenti:

  1. Emilia cara, grazie di questa bellissima pagina che viene incontro e dona comprensione. Grazie per tutte le tue belle emozioni
    con affetto

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  2. E' bello venire incontro, entrare nelle case con una richiesta qualsiasi, il sale, l'aglio, o portando qualcosa, ad esempio una storia.

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  3. Abbiamo bisogno di scrivere di più. Chi scrive ha tempo per fermarsi e per mettere ordine nella sua mente...e soprattutto per conoscersi.Chi si conosce sa di cosa è fatto un uomo e in quale direzione deve andare.
    Tu sei un buon esempio.Grazie Emilia.

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  4. Le mani si congiungono
    a supplicare
    il tenue grumo di pensieri
    che si insinua
    nei giorni dedicati alla tristezza

    Ci sono nuovi gelsomini
    che sfiorano
    nel candore del vento
    il desiderio di speranza
    e di tempo capace di sorrisi

    C'è un salice d'argento
    coricato sul tramonto
    a ricordare che la Vita è dono
    inafferrabile e prezioso
    portato in trionfo ad ogni passo
    E così è lieve il fiume dei ricordi
    e un canto rimane
    a colorare il cuore

    (Maria: alla fine dell'a.s. 2015/2016...)

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