04/06/16

Il tempo e la vita

A Tokyo c’erano solo due orologi pubblici, quello delle poste e quello della stazione, che raramente coincidevano. Ma “dopo il bagno” il giapponese abbandona la dimensione occidentale degli orologi, delle macchine e degli automi, e si rivolge nell’antico ordine del tempo con i suoi piaceri e la sua organizzazione. Così, chi desidera quiete, riposo, memoria, deve ricercare le più profonde sorgenti del tempo.
Ernst Jünger, Il libro dell'orologio a polvere
Uscire dal tempo, dai suoi ritmi imposti, dalle sue scadenze, ma anche dalla confusione che lascia nella mente di chi lo insegue, lo fugge, si sente incalzato.
Uscire dal tempo e lasciare che lo spazio si faccia largo nel labirinto dei pensieri, che svuoti il cuore così oppresso dall'incalzare di notizie che non vorremmo mai sentire.
Uscire dal tempo per una sosta, per un respiro più lento, per ricercare quel silenzio che solo può restituirti a te stesso, a relazioni più attente e profonde.
Uscire dal tempo e contemplare la luce, l'ombra, il buio. Uscire dal tempo e contemplare la vita.
Gli orologi che osserveremo non ci priveranno più il gusto del vivere, avendo ormai imparato a condividere con loro attimi della propria vita, in cui questi oggetti di misurazione scandiranno idealmente nostri vissuti carichi di senso che con una piacevole nostalgia collocheremo nel tempo. La vita accanto a questi strumenti meccanici e tecnici non verrà limitata, ma anzi riconosciuta in loro come continuo fluire del tempo […] integrando alla loro meccanicità la spiritualità della vera temporalità.
Henry Bergson
E ritrovare nel tempo la vita che scorre, ritrovare nel tempo gli attimi, i giorni, gli anni che uno dopo l'altro hanno dato senso alla tua vita in continua ricerca. Non scappa il tempo, scorre e va... Lo sai e proprio per questo cerchi di assaporare quello che ogni momento ti offre sapendo che tu non decidi nulla, se non cosa fare di ciò che ti accade.

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