02/07/16

Io sono con i lavoratori

Viaggio faticoso in Sardegna da Torino a Cagliari. Siamo state trasferite a Milano. Poi imbarcate su un aereo. 11 ore di viaggio in tutto sopportate con tranquillità perché la causa era lo sciopero di lavoratori della compagnia per 500 circa licenziamenti del personale. 
La parola licenziamento non si usa più, perché implica un azione intenzionale, la parola sostituita, "esubero, sembra più asettica: siete troppi, vorremmo, ma non possiamo tenervi tutti,  quindi siamo costretti a...
Ipocrisia nient'altro che ipocrisia e non assunzione delle proprie responsabilità.
Ma ipocrita anche la reazione di molta gente, che si dice non d'accordo con i licenziamenti, ma è indignata per il proprio personale disagio di un giorno. Turisti frustrati perché nel pomeriggio avrebbero potuto fare il bagno e avrebbero dovuto rinunciarci.
L'altro giorno una signora che era stata in Francia era arrabbiatissima per lo stesso motivo. Troppi scioperi, troppo caos, così dove andremo a finire. E alla domanda su come si può difendere il proprio lavoro e la propia dignità,  la risposta è stata: non è  un mio problema. Appunto.
Mi chiedo a che cosa saremmo disposti a rinunciare per difendere quei diritti che nessuno vuole perdere... e naturalmente non solo i nostri ma quelli di tutti.
La mia solidarietà a chi sta lottando per il posto di lavoro, è sempre e comunque. Se non siamo capaci di darci delle priorità, di comprendere che c'è chi ha un disagio ben maggiore del nostro, se non sappiamo ricoscerlo, mi chiedo come potremmo mai migliorare la nostra società. Ed allora perché sbraitare tanto con i politici?

1 commento:

  1. Concordo. Quelli che "non è affar mio", sono parte del problema sottrazione dignità ai lavoratori. Non sono innocenti, percé l'indifferenza è complicità...

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