04/10/16

Io non dipingo ciò che vedo: Ma ciò che ho visto. Edvard Munch

Donna con papaveri 1919
“Io non dipingo ciò che vedo: Ma ciò che ho visto.
La verità è che siamo soliti vedere con occhi diversi in momenti diversi. Accade di vedere diversamente al mattino rispetto alla sera. Il modo di vedere dipende anche dalla condizione mentale ed emotiva. Questa è la ragione per cui un determinato soggetto può essere visto da così numerose angolature, ed è questo a render l’arte tanto attraente. Se si entra in un salotto al mattino, provenendo dal buoi di una camera da letto, tutto ciò che cade sotto gli occhi assume una tonalità bluastra.
Persino le ombre più scure sfumano dentro a questa atmosfera diafana.
In breve tempo gli occhi si abitueranno alla luce, le ombre si anneriranno e ogni cosa diverrà più netta. […] Bisognerebbe dipingere oggetti esattamente come si crede che siano, così com’erano quando il loro insieme tematico ha prodotto quell’impressione così vivida.
Se non si è in grado di dipingere utilizzando la memoria, si deve ricorrere a un modello, ancorchè sia in parte in autentico.
Noi aspiriamo a qualcosa di ben superiore che a una banale riproduzione fotografica della natura.
Non intendiamo dipingere graziose immagini che abbelliscano le pareti di un soggiorno.
Desideriamo tentare, a volte fallendo, di dar forma alle fondamenta dell’arte, un vero dono per l’intera umanità. Arte in grado di emozionare e commuovere. Un’arte che nasca dal sangue del cuore.”

Edvard Munch

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