14/10/16

Ridete franco e forte

“Ridete franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi.
In fine il semplice rider alto vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed awful è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire.”
Giacomo Leopardi

A volte ho l'impressione che siamo diventati troppo seri. Mi sembra che la spontaneità, il sorriso, la tenerezza, la gentilezza, le virtù della quotidianità e della relazione con gli altri, quegli stati d'animo, quei comportamenti che renderebbero la vita di tutti più sopportabile, siano chiusi in una scatola di vetro che non ci appartiene più. 
Quasi ci sentissimo in colpa di prendere della vita anche la leggerezza e ci caricassimo di tutto il male che ci circonda senza ricordarci che siamo anche altro.

In attesa che il mondo cambi, noi possiamo ritagliarci uno spazio di vita, possiamo costruire angoli di calore umano, momenti di scambio, di rilassatezza, di pensiero libero. La realtà non cambia solo perché la vediamo orrenda e senza via di scampo, cambia se mettiamo in moto le nostre intelligenze e capacità e costruiamo piccoli momenti "rivoluzionari" con le nostre piccole ma significative "disobbedienze", se scompigliamo le carte, se costruiamo piccole cellule del cambiamento ovunque sia possibile farle vivere. E i luoghi sono tanti, i momenti infiniti. Rivoluzionari nel quotidiano. Persone che non si arrendono che decidono di "esserci", di non lasciarsi sopraffare da un sistema che vuole solo metterci a tacere, che sanno dire "non, non ci sto".

Difficilmente poi sento ridere, non ridere di qualcuno, ma ridere "con". Quella risata che nasce dalla complicità, da momenti in cui il pensiero si libera, si rigenera, si smaterializza. La risata smitizza, ci dà forza e determinazione. La risata è l'espressione di un corpo che si muove, si scuote, si mette in movimento. Ma deve nascere da noi, dal di dentro e dall'altro, insieme ad altri. La risata contagia.
Ben lo sapeva il "nostro grande giullare" Dario Fo che ha radunato folle a ridere insieme e a lottare per i diritti dei più deboli.

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