22/11/16

Quanti anni ho, io? A chi importa!

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere. Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita e le illusioni diventano speranza. Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata, ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa. E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero, perché i miei desideri avverati, le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo. Che importa se compio venti, quaranta o sessant'anni! Quel che importa è l’età che sento. Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure. 
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni. 
Quanti anni ho, io? A chi importa! Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.
José Saramago, Le poesie
Niente più di questa poesia di Saramago può rappresentare come mi sento io mentre invecchio. 
Non ho paura dell'età. Non ho mai avuto la tentazione di nasconderla. 
Temo, invece, che possa capitarmi di non riuscire più a parlare con i giovani. 
Non perché voglia imitarli, perché voglia sentirmi come loro. Tutt'altro. 
Perché loro possono  ancora insegnarmi quello che io non posso più imparare da sola. 
Perché loro sono l'apertura ed io la chiusura del tempo e apertura e chiusura devono sempre essere in dialogo senza sopraffarsi. Con eguale dignità.

Non c'è niente di più bello di un dialogo con chi vive un tempo diverso, tra chi sa ascoltare lo slancio al nuovo e il sapore dell'esperienza. Perché ciò avvenga il vecchio deve lasciar parlare, l'esperienza non ha nulla da dire se si erige a giudice, se vuole avere la meglio su chi vuole scoprire da sé la vita. Il vecchio dice molto quando tace e ascolta. Quando accoglie il tentennare del giovane, quando esprime vicinanza, quando è una sponda a cui ogni tanto approdare.

Non ho paura dell'età. Non la camuffo. Non la allontano. So che devo adeguarmi ad un corpo che ha esigenze diverse, ma imparo altre strade e altri percorsi. Ed ho molto più tempo per osservare. Rallento. Divento più umile e imparo a chiedere. Questo è il momento in cui più si impara a prendersi per mano. 

Non mi ribello ai limiti che il tempo mi impone. Ma non rinuncio a sognare e a progettare. E tutto questo mi piace. 

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