12/12/16

Dissipare questa oscura e grave nuvolaglia di pessimismo

...fare un esame di coscienza, un esame del pochissimo che abbiamo fatto e dell’immenso lavoro che ancora dobbiamo svolgere, contribuendo così a chiarire la nostra situazione, contribuendo specialmente a dissipare questa oscura e grave nuvolaglia di pessimismo che opprime i militanti più qualificati e responsabili e che rappresenta un grande pericolo, il più grande forse del momento attuale, per le sue conseguenze di passività politica, di torpore intellettuale, di scetticismo verso l’avvenire. 
Questo pessimismo è strettamente legato alla situazione generale del nostro paese; la situazione lo spiega, ma non lo giustifica, naturalmente. Che differenza esisterebbe tra noi e gli altri se anche noi sapessimo lavorare e fossimo attivamente ottimisti solo nei periodi di vacche grasse, quando la situazione è propizia, quando le masse lavoratrici si muovono spontaneamente, per impulso irresistibile, e i partiti proletari possono accomodarsi nella brillante posizione della mosca cocchiera? 
Antonio Gramsci 

Così scriveva A. Gramsci in un editoriale intitolato "Contro il pessimismo"... e lo trovo molto attuale. Abbiamo bisogno di intellettuali che sappiano scendere dal loro "altare" e stare in mezzo... Non bastano le conferenze, non bastano i dibattiti TV o le prese di posizione senza scendere in campo  tra la gente e con la gente, ci vuole più militanza vera e non solo bei discorsi e dichiarazioni di principio... 
Questo dobbiamo chiedere a chi scrive o dice cose che condividiamo, perché la politica del dissenso è facile, ed è in quella costruttiva che ci si deve esporre... E non bisogna scendere in campo solo nel momento di votazioni, ma per formare la gente, per parlare con loro, per aiutare chi è in difficoltà a ribellarsi e ad organizzarsi. Bisogna reinventarsi la politica, siamo vecchi, tutti vecchi. Ma soprattutto bisogna rischiare e mettersi in gioco.
Tra la gente comune non  mancano  le persone e i gruppi che nel concreto, nella vita di tutti i giorni provano a fare la differenza. Manca chi ci aiuti a metterci in rete e a lottare insieme. Siamo contro i politici. ok? ma poi cosa succede?
Non credo più in chi ha fatto del dissenso la propia carriera . Una volta chi dissentiva pagava un prezzo, ma trasmetteva entusiasmo forza, direzione, orizzonti. Oggi soltanto disillusione e pessimismo. Nella militanza non si vince, e non si perde, si persevera...

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