04/01/17

John Berger sui migranti

Anabell Guerrero
Ogni mese milioni di persone lasciano il loro paese. (...) E' la povertà del neocapitalismo.
Dopo viaggi lunghi e terribili, dopo aver sperimentato la bassezza di cui gli altri sono capaci, dopo essere arrivati a fidarsi del proprio inimitabile e tenace coraggio, i migranti si trovano ad aspettare in qualche centro di permanenza temporanea straniero. Del continente casa non rimane altro che se stessi: le loro mani, gli occhi, i piedi, le spalle, i corpi, le cose che indossano e che si tirano sulla testa di notte per dormirci sotto, desiderosi di un tetto.
In alcune fotografie di Anabell Guerrero nel centro di accoglienza per rifugiati e migranti di Sangatte, un campo profughi della Croce Rossa non lontano da Calais, ci accorgiamo che le dita di un uomo sono quanto rimane di un campo coltivato, il palmo delle mani ciò che resta di un letto di un fiume, e i suoi occhi una riunione di famiglia  a cui non parteciperà.
John Berger, Abbi a cuore ogni cosa 

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