25/01/17

Borges e la biblioteca nazionale Klementinum di Praga

Borges sin da giovanissimo fu un lettore curioso e appassionato: i libri, la scrittura, la lettura sono anche temi della sua opera. Per Borges la biblioteca è immagine dell'Universo. Nel racconto intitolato La biblioteca di Babele la biblioteca, descritta come spazialmente infinita composta di sale esagonali, ordinate geometricamente in lunghe serie di scaffali e corridoi tutti uguali, è simile a un labirinto dove è facile perdersi; i suoi angoli sempre identici ricordano una galleria di specchi dove le immagini si moltiplicano e creano effetti illusori.

Un anziano bibliotecario ci ha trascorso l'intera vita alla ricerca del libro che desse senso alla sua esistenza: ma nella biblioteca, come nella torre di Babele, le lingue sono tutte mescolate, vi sono libri quindi indecifrabili scritti in codici misteriosi e libri che per ogni lettore svelano hanno differenti significati. Essa contiene tutto il sapere, ma è impossibile poterli leggere e tanto meno trovare il libro che contenga il senso di tutti gli altri; dunque la conoscenza della realtà non è che un'illusione.
Poiché nella biblioteca vi sono tutti i possibili libri di 410 pagine, non solo è presente il libro della Verità, ma anche ogni sua possibile variante e perfino il suo opposto, e gli uomini non hanno la possibilità di orientarsi in essi.
«lo m’arrischio a insinuare questa soluzione: La Biblioteca è illimitata e periodica. Se un eterno viaggiatore la traversasse in una direzione qualsiasi, constaterebbe alla fine dei secoli che gli stessi volumi si ripetono nello stesso disordine.»
Pare che in questo racconto Borges si sia ispirato alla biblioteca Nazionale che si trova nel complesso del Klementium di Praga, fondata nel 1232, il  più grande degli edifici storici nel cuore urbanistico della capitale ceca. Le cronache riportano dell’esistenza, intorno all’undicesimo secolo, di una cappella dedicata a San Clemente, da cui il nome, su cui venne eretto, in piena epoca medievale, un convento di franti dominicani. 
Gli edifici vennero ristrutturati ed ampliati in varie epoche storiche e di fatto oggi il Clementinum vanta un ricco patrimonio architettonico, ed una varia collezione di edifici, tra cui

La sua architettura è barocca, molto suggestivo è il Refettorio che è stato adibito a sala di lettura. La sala principale è la cosiddetta “Sala Barocca” che contiene circa 20.000 libri in esposizione. Ospita una collezione secolare di 5 milioni di libri teologici scritti in tutte le lingue del mondo escluso il ceco, collezionata dall’arrivo dei Gesuiti a Praga fino ad oggi. Di rilievo i manoscritti originali di Mozart. 
Tra le leggende legate al Clementinum e alla Libreria, l’incendio di 30.000 libri “eretici” voluto dai Gesuiti al loro arrivo a Praga.

Entrando nella biblioteca saltano subito agli occhi gli affreschi del soffitto, dipinti da Jan Hiebl e raffiguranti con motivi allegorici legati all’istruzione e ritratti di santi gesuiti.
Importante è anche la collezione di mappamondi e globi astronomici disposta al centro della sala, realizzata per la maggior parte dagli stessi gesuiti che un tempo abitavano queste stanze. Tra i globi sono presenti anche bellissimi orologi astronomici.
Nel 1781 Karel Rafael Ungar, allora direttore della biblioteca, creò una collezione di testi scritti in lingua ceca riferendosi a essa con il nome di Biblioteca Nationalis, ponendo così le basi per la successiva nascita della Biblioteca nazionale.
Mi sono sempre immaginato il paradiso come una biblioteca.  Jorge Luis Borges

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