05/01/17

...sono i libri, i libri mi aiutano tanto

‌Vincent van Gogh, La lettrice di romanzi, 1888
E qualcos'altro lo elevava: teneva sul tavolo un libro aperto. In quel bar nessuno aveva mai aperto un libro sul tavolo. Un libro era per Tereza il segno di riconoscimento di una fratellanza segreta. 
Contro il mondo della volgarità che la circondava, essa aveva infatti un'unica difesa: i libri che prendeva in prestito alla biblioteca comunale; soprattutto i romanzi: ne aveva letti un'infinità, da Fielding a Thomas Mann.
Le offrivano la possibilità di una fuga immaginaria da quella vita che non le dava alcuna soddisfazione, ma avevano significato per lei anche in quanto oggetti: le piaceva passeggiare per strada con dei libri sotto il braccio. Essi rappresentavano per lei ciò che il bastone da passeggio rappresentava per un dandy del secolo scorso. La distingueva dagli altri.
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere 
Carla, una mia amica, l'altro giorno mi raccontava la sua storia, una storia molto difficile, a volte insostenibile.
Parlava con le lacrime agli occhi, ma poi, quando le chiedevo come faceva a farcela, ad essere ancora disponibile con gli altri, sorridente, mi ha risposto: sono i libri, i libri mi aiutano tanto. Possono i libri avere tanto potere? Evidentemente sì, forse non con tutti, ma con qualcuno sì. 

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