05/02/17

Esistono due tipi di silenzio

Esistono due tipi di silenzio. Uno quando nessuna parola è pronunciata.
L'altro, quando si ricorre ad un torrente di parole. È il suo riferimento continuo. Il discorso che si ascolta è un segno di ciò che non si ascolta. È una finta necessaria, uno schermo di fumo, violento, ipocrita, angosciato o beffardo, che mantiene l'altro al suo posto.
Quando il vero silenzio cade, si conservano ancora degli echi ma si è più vicini alla nudità. Un modo di vedere il discorso, è dire che costituisce uno stratagemma permanente per nascondere la nudità.
Harold Pinter
Sempre più ricorriamo al "torrente di parole" che copre il discorso dell'altro, che scavalca, che prevarica, che vuole avere ragione "di", invece che cercare la ragione "con". Quel torrente di parole che vuole spiegare, che vuole definire, classificare, giudicare, piuttosto che comprendere, cercare il particolare in ombra, piuttosto che la la luce che abbaglia.
Ci si parla addosso l'uno all'altro. 
Che paura c'è nell'ammettere di avere torto, che cosa si teme nel confrontare la mia idea con quella dell'altro, perché temo così tanto quel silenzio in cui "nessuna parola è pronunciata". 
Perché cerchiamo sempre più risposte ed evitiamo con cura le domande? Che cosa ci inquieta? Perché mettere sempre in discussione l'altro e così poco se stessi? 

Sono domande che faccio da un po' di tempo a me stessa e che navigano dentro di me senza sempre trovare un porto a cui approdare. Ho capito, però, che devo osservarmi dall'esterno e che non devo più aver paura di dirmi "Ho sbagliato". Di errore in errore la strada diventa più chiara da individuare, e l'ostacolo più facile da superare. Ma il cammino non ha mai fine.

Forse dovremmo fermarci un attimo a riflettere per scoprire quel parlare che è apertura e quel silenzio che accoglie le parole dell'altro e le depositi dentro di sé per comprenderle meglio. 

2 commenti:

  1. "Per me - ha detto la Szymborska - la poesia nasce dal silenzio".
    Il nostro orizzonte si è ampliato, ma le possibilità che offre la vita sono sempre le stesse, perciò vorrei ricordare la tranquilla e sorridente sapienza stoica della poetessa polacca, con questo suo verso: " Tutto è mio, niente mi appartiene ". La nostra esistenza, diceva, è benvenuto e addio in un solo sguardo. Ci salva la meraviglia davanti alla realtà.

    RispondiElimina
  2. Grazie di questo bellissimo arricchimento

    RispondiElimina