08/02/17

Mangiatori di patate di Vincent Van Gogh.

Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano.
Ho voluto che facesse pensare a un modo di vivere completamente diverso dal nostro, di noi esseri civili. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole».
Aggiunse inoltre: «So benissimo che la tela ha dei difetti ma, rendendomi conto che le teste che dipingo adesso sono sempre più vigorose, oso affermare che “I mangiatori di patate”, insieme con le tele che dipingerò in avvenire, resteranno.
Gli anni che precedono il quadro in alto ‘Mangiatori di patate’ coincidono con la vocazione religiosa di Van Gogh. Sognava di diventare un pastore predicatore. In Inghilterra fu predicatore affiancando l'operadi un pastore metodista di nome Jones, poi nel 1877 ritornò ad Etten, la città dei suoi genitori. 
Il padre, anch’egli pastore, lo indusse ad iscriversi alla facoltà di Teologia ad Amsterdam, ma Van Gogh non superò gli esami di ammissione. 
Il futuro pittore non rinunciò alla sua vocazione e l’anno seguente si recò a Borinage, un centro minerario belga, dove fu a contatto con la sfiancante vita dei minatori. Per questo decise di dedicare la sua pittura alle classi sociali più sfortunate testimoniando i loro stenti.
‘Mangiatori di patate’, lo  dipinse a Nuenen nell'aprile 1885. Prima di realizzare questo quadro, Van Gogh ha realizzato numerosi schizzi e diversi studi preparatori.


Si tratta di un dipinto che non nasce di getto, è stato  preceduto da parecchi studi di teste, personaggi  e ambientazioni. Analizza attraverso numerosi disegni, spesso inseriti nelle sue lettere,  le fisionomie dei contadini  di Nuenen: con questi lineamenti marcati, le fronti basse, le labbra grosse, e le donne con le cuffie bianche.  

Van Gogh visita le case dei contadini, studia l'ambiente dal vero, con lo stesso tipo di illuminazione,  e fa diverse versioni prima di quella definitiva.


Contadine che raccolgono patate, 1885

Contadino che brucia le erbacce insieme a sua moglie (1883)
Due mani, 1885, collezione privata 
Mentre si trovava nella città di Nuenen, collocata nella regione del Brabante vide, dunque, quali erano le misere condizioni di vita in cui erano costretti a sopravvivere gli abitanti del luogo. 
I mangiatori di patate riprende le tradizioni olandesi di pittori come Rembrandt:  lo si nota soprattutto nel gioco di luce ed ombra e i toni molto scuri utilizzati all'interno del quadro, ma mescola anche alcuni insegnamenti appresi dai pittori del realismo francese come Delacroix, Millet ed altri.

La scena è collocata in una piccola capanna e la famiglia dei contadini si trova tutta insieme per consumare il piccolo pasto serale composto da un piatto di patate con il caffé. L’unica fonte di luce è la lampada ad olio che rende i toni grotteschi dell’opera ancora più forti.

L’utilizzo dei colori scuri  in i mangiatori di patate e la forte espressione legata ai volti delle figure è studiata perfettamente e non è lasciata al caso: con queste scelte Van Gogh infatti non fa altro che dare un tono ancor più drammatico all'intera opera, quasi donando una forte epicità ai protagonisti che utilizzano per mangiare le stesse mani con cui hanno lavorato la terra.

Tutti questi dettagli de i mangiatori di patate sono minuziosamente descritti all'interno delle lettere che Van Gogh mandava al proprio fratello Theo e che oggi sono pervenute fino a noi, permettendoci di scoprire senza dubbio tutto quello che il pittore voleva spiegare attraverso quest’opera.

In questo quadro è evidente la partecipazione affettiva di Van Gogh alle condizioni di vita delle persone raffigurate. La serietà con cui stanno consumando il pasto rende quasi sacra alla scena, un rito, che essi stanno svolgendo, che attinge ai più profondi valori umani. I valori del lavoro, della famiglia, delle cose semplici ma vere.

Non è un’opera di denuncia sociale (come potevano essere i quadri di Courbet), o di esaltazione della nobiltà del lavoro dei campi (come era nei quadri di Millet). Questo quadro di Van Gogh esprime solo la sua profonda solidarietà con i lavoratori dei campi che consumano i cibi che essi stessi hanno ottenuto dalla terra.
Contadina che lega fascine di grano, 1885
Quello che spero di non dimenticare è che – "è questione di andare in giro con gli zoccoli", cioè di accontentarsi nel mangiare, nel bere, negli abiti, nel dormire, di ciò di cui si accontentano i contadini».
 Vincent Van Gogh.

2 commenti:

  1. Caro, caro, Vann Gogh.
    Cara Emilia, che ci riporti sempre alle profondità del vivere.
    Grazie.

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  2. Van e non Vann (scusate la n in più)

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