26/03/17

Il 29 marzo 1827 moriva Ludwig van Beethoven

“…L’ultimo grande Maestro, lo splendido portavoce dell’arte dei suoni, colui che ereditò e dilatò la fama immortale di Hendel e di Bach, di Mozart e di Haydn, ha concluso la sua esistenza, e noi, piangendo, siamo qui accanto alle corde spezzate dello strumento che ora tace. …
Arte che scendi dall’alto. Saldo si tenne a te, e persino quando fu serrata la porta attraverso la quale entravi in lui e gli parlavi, quando divenne cieco alle tue fattezze, nel suo sordo orecchio, egli continuava a portare nel cuore la tua immagine, e anche sul letto di morte l’aveva nel petto. Fu un artista, e chi è in grado di stargli a pari?…
Musa dei canti e del suono degli archi! Voi tutti attorniate la sua tomba e incoronatelo d’alloro! Fu un artista, ma anche un uomo, uomo in ogni senso, nel senso più alto.
Poiché si isolò dal mondo lo dissero ostile, e poiché fuggiva le sensazioni comuni lo dissero privo di sentimenti. Ah! Chi si sa duro non fugge, ma sta fermo e non si turba. Sono proprio le punte più tenere quelle che più facilmente si piegano e si spezzano.
Se fuggì il mondo fu perché nel profondo del suo animo, disponibile all’amore, non trovò alcun sostegno per resistergli. Se si sottrasse agli uomini, fu perché essi non volevano salire fino a lui, ed egli non poteva scendere fino a loro. Fu solo perché non trovò chi gli fosse pari. … Così fu, così morì, così vivrà per i secoli dei secoli. “. 
Franz Grillparzer,  scrittore e drammaturgo austriaco, al funerale di Ludwig van Beethoven il 29 marzo 1827 

Nessun commento:

Posta un commento