03/03/17

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini, 
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

 Alda Merini

Amo questa poesia, perché è vera come lo sa essere Alda Merini. Ed invece  in un mondo in cui la maggioranza si mette in mostra, è sempre in connessione, non accetta il vuoto ed il silenzio, ancora di più forse si è incapaci di essere davanti agli altri quello che è. Semplicemente quello che si è.
Dobbiamo far credere di essere di più, di avere di più, e nascondiamo con cura la nostra fragilità, le nostre paure, i nostri sensi di inadeguatezza, il nostro bisogno degli altri.
Sono i nostri limiti a spaventarci, non vogliamo vederli, non vogliamo sentirli e ci ubriachiamo di parole, di immagini, di relazioni senza radici e senza mattoni.

Non sappiamo più guardare il cielo, sentire l'aria, godere delle piccole cose: di quella coccinella che si posa sulla tua mano prima di spiccare di nuovo il volo e sembra quasi voler sentire il contatto della tua pelle, di quel raggio di sole che entra dalle finestre e tocca la tua stanza illuminandola, o del buio che sopraggiunge coprendo ogni cosa e essere vivente per dargli riposo.

Ieri passeggiavo in un parco e ascoltavo il rumore dei miei passi, l'aria che sfiorava la mia pelle, il sole che scaldava il mio viso. E pian piano ogni pensiero defluiva da me, lasciava la mia mente respirare, i miei polmoni riprendere fiato.
Due donne mi hanno sorpassato correndo, si sono fermate e si sono scattate una quantità indefinita di selfie. Guardavano se stesse nel piccolo schermo del loro smartphone e non vedevano null'altro di sé, se non quello che volevano far vedere agli altri. Non si parlavano, non si fermavano, cercavano gli angoli che potesse incorniciare meglio il loro viso.

Ho continuato  la mia passeggiata accompagnata dal canto degli uccelli. Tutto intorno a me era fragile e forte nello stesso tempo, è questa la verità, nessun altra potrà dare la vera essenza di quello che siamo in questo mondo. Siamo fragili, ma la fragilità è la nostra forza. Tutto il resto è finzione.

5 commenti:

  1. La speranza è come l'amor proprio, dal quale immediatamente deriva. L'uno e l'altra non possono, per essenza e natura dell'animale, abbandonarlo mai finch'egli vive, cioè sente la sua esistenza.
    Zibaldone, 31 dicembre 1821

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  2. Condivido in pieno questo tuo bellissimo post

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  3. https://www.youtube.com/watch?v=fS2XK_7tAwk

    La vulnerabilità è l'arma più potente !

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  4. Ai cari Anonimi, mi piacerebbe sapere almeno il vostro nome... Grazie comunque a tutti

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  5. Sono sempre io, Stefano, ma non ho capito come ci si registra, dato che non partecipo a quei network segnalati.

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