06/08/17

Recuperare il respiro umanista

L’umanesimo non è la stessa cosa dell’umanitarismo. Non nego l’importanza delle imprese umanitarie nel loro assistere gli affamati, feriti, malati ed emarginati del mondo orribile in cui viviamo.
Ma penso che il destino migliore di questo pianeta non sia quello di convertirsi in un ospedale o in un ricovero: deve diventare la città degli uomini, la casa e l’impresa di tutti.
A tal fine, è imprescindibile recuperare il respiro umanista, combattendo non solo per proteggere le vite, ma anche per istituire le libertà, educare ai valori universali, gestire gli affari umani in maniera non-tribale, ma sovranazionale.
Fernando Savater, Discorso di accettazione del Premio Van Praag 1997
"Recuperare il respiro umanista", dice Fernando Savater. Non è facile quando tutta l'aria, le parole che girano e si fanno sentire vanno verso un'altra direzione e inquinano la nostra mente, la nostra anima, allontanandoci o deviandoci dal nostro cammino, scippandoci quelle parole che forse guidavano il nostro cuore alla ricerca di un'umanità che sapesse vedere nell'altro, un uomo degno di vivere come me. 
Sembra a moltissimi naturali che ci siano uomini di serie A e di serie B, o peggio uomini e "non-uomini" il cui destino non desta il nostro interesse o la nostra com-passione.

E quando questa è l'aria, chi ancora vuole trovare nell'umanesimo la propria casa, si deve preparare al peggio e coltivare dentro di sé degli anticorpi per resistere, per non voltare la testa dall'altra parte, per mettersi in movimento e riaffermare quei diritti che non sono "nostri", ma di tutti coloro che abitano questa terra. Non dobbiamo permettere che l'aria che respiriamo sia di odio e di rabbia, di ostilità, dobbiamo portare nel mondo un soffio di aria pura che, quella sì, contagi chi ci avvicina e ci ascolta.
In farmacia ho visto una signora con la sua bambina che parlava con una donna musulmana col velo, due donne apparentemente tanto diverse che ridevano, scherzavano insieme, che parlavano dei loro bambini e si davano appuntamento al parco perché questi potessero giocare insieme. Il "respiro umanista" si sentiva in tutto il negozio e la speranza si concretizzava in una piccola realtà.

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