14/09/17

Non è facile andare contro corrente

“La volgarità della vita è, in parte, un riflesso della volgarità delle nostre anime. 
È la nostra pigra intelligenza, il nostro affanno di sicurezza e il nostro orrore dell’estraneo, è il nostro gaudente accoglimento di ogni luogo comune, di ogni comoda interpretazione, di ogni trivialità routinaria, ciò che volgarizza lo stravagante e misterioso universo che ci circonda”.
Nicolás Gómez Dávila, Notas
Non è facile andare contro corrente, sentire che ad un certo punto anche i nostri amici hanno preso una direzione di pensiero e noi non siamo d'accordo. All'inizio pensiamo ad un banale errore di valutazione e continuiamo a discutere, ad argomentare. Ma nulla cambia, anzi le discussioni si fanno sempre più forti e l'uno prevarica l'altro. Una gara a chi riesce a parlare prima dell'altro e ad urlare più forte. Non si riesce a capire cosa improvvisamente sia cambiato. Non cambiano solo le idee, sembra che nessuno assomigli più a se stesso. Sono altre persone che hai di fronte a te e cominciamo a sentirci a disagio.

Allora taciamo, perché erano i tuoi amici, quelli con cui avevi condiviso tanti momenti della tua vita, tante idee, tanti sogni. 
Il mondo cambia, non è più come una volta. La situazione è diversa dicono convinti e ti guardano come se tu non volessi capire. Un illuso che si tiene aggrappata a degli ideali che sono solo più polvere di illusioni.

I giorni passano e sempre di più l'isolamento aumenta, fino a quando cominci ad evitare di incontrarli.

Ti accorgi che le tue convinzioni, le tue idee, la tua visione del mondo sono più importanti di quel gruppo che pure sai ti ha trattato sempre come un amico. E la vedi allora l'onda dell'indifferenza, della diffidenza, della paura del diverso che avanza e travolge come uno uragano che si abbatte sulla terra. Capisci che è così che il mondo precipita verso la barbarie. Comprendi che le teorie, anche le più luminose, devono mettersi alla prova con la realtà, per trasformarsi in fatti concreti, ed è proprio in questi momenti che trovano la loro forma.

Se pensiamo che sia arrivata una tempesta, il primo pensiero che viene è quello di salvare se stessi a tutti i costi. E' istinto di sopravvivenza? Non lo so se si tratta solo di questo, perché se non si pensa alla barca che ci sta portando, quella barca prima o poi affonderà anche per noi.

Il nostro pensiero è corto, non sa guardare lontano, e senza immaginare un altro mondo, senza costruirlo con impegno e assiduità, un mondo più giusto, più solidale, un mondo che sia di tutti e non proprietà solo di qualcuno, prima o dopo quel mondo franerà anche per noi. Sta già franando.

Là dove assistiamo al lavoro paziente di chi va controcorrente, là ritroviamo la bellezza, la vita.

1 commento:

  1. Non potevi dirlo in modo migliore! Grazie

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