18/09/17

Speranza come consapevolezza che può accadere l'imprevedibile

 
Non bisogna cedere a quella fredda razionalità dei numeri, delle statistiche, che afferma che non c’è niente da fare, e che bisogna arrendersi. Occorre oggi, come disse Kierkegaard, quel salto dalla fredda ragione calcolante a una speranza che non è illusione, ma apertura alla consapevolezza che possono accadere cose non materialisticamente prevedibili. 
I medici sanno che comunicare a un malato grave le sole fredde percentuali della sua possibilità di sopravvivere è in fondo un mentire, che rende la malattia più grave: perché l’uomo ha risorse sconosciute, e la stessa vita è nella sua imprevedibilità assai più grande di tutte le nostre statistiche. Questa in fondo è la razionalità più grande: sapere che la vita è ben di più di tutti i nostri conti, di ogni nostra ragionevole previsione.
Eugenio Borgna, intervista di Avvenire 

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