22/09/17

Volenti o nolenti ci si adegua al tono generale...

Il fatto è che volenti o nolenti ci si adegua al tono generale; che prendendo parte a una riunione, capita di solito persino di atteggiare i tratti del proprio viso in armonia con quelli delle facce che si scorgono nel varcare la soglia di una casa; che, essendo di cattivo umore, si simuli un’allegra disposizione di spirito e, per contro, un’aria grave quando ci si sentirebbe in vena di piacevolezze; non ci si vuole, insomma, sentire estranei nei confronti di alcuno;
e così il letterato fa politica, il politico metafisica, il metafisico diventa moralista, il moralista discute di finanza, il finanziere di belle lettere o di geometria e ciascuno, piuttosto che tacere o limitarsi ad ascoltare, va sproloquiando su tutto ciò di cui non sa nulla tra la noia generale sopportata per sciocca vanità o per buona educazione.
Denis Diderot, Questo non è un racconto
Poi dicono che i tempi cambiano, forse i tempi sì, ma gli uomini no! Almeno comincio, nonostante il mio insanabile ottimismo a credere. Menti originale e creative, cercasi. Ma non tanto nel campo artistico, letterario, musicale... ma nella vita quotidiana, perché è lì che avremmo bisogno di gente critica e autocritica, ma soprattutto che sappia immaginare un altro mondo e dall'immaginazione sapesse passare alla pratica. Uomini che sapessero aiutarci a credere ancora in qualcosa e non ci buttassero fango in faccia tutti i giorni, perché è quello che fanno tutti i politici e non, quando ci propongono i loro programmi e le loro idee.

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