06/10/17

Cara mamma

Cara mamma,
oggi era il tuo compleanno. Ormai sei entrata in una dimensione in cui forse il tempo non c'è più. Ma il tempo scandisce  ancora le nostre giornate e questo giorno sapevo cosa avrei fatto. Ti avrei subito telefonato per farti gli auguri e tu mi avresti detto che da un certo punto in poi i compleanni non si festeggiano più. Non era tanto per non sentirti vecchia, perché tu dell'età non hai mai avuto paura, nè ti spaventava che il tuo viso avesse le sue rughe. Forse per questo tutti ti hanno sempre visto come una "bella signora", perché non hai mai voluto mascherare l'età che avanzava.
Il tempo si era dilatato negli ultimi anni, le giornate passavano lente e tu vivevi di ricordi, aspettavi che ti venissimo a trovare, che ti telefonassimo, che ti scaldassimo il cuore con il nostro affetto e la nostra presenza.
E più di tutti aspettavi i tuoi pronipoti, perché erano piccoli, pieni di vita e di energia. "Voi siete vecchi" ci dicevi col tuo solito sorrisino ironico.
E quando in ospedale ti hanno trasferita dal pronto soccorso al reparto, il tuo letto era pieno delle letterine e dei disegni colorati proprio di quei nipotini che ti regalavano ancora la voglia di vivere e di combattere.
Sei ancora nel cuore di tutti loro e di tutti noi. 
Non sono venuta al cimitero, non ce l'ho fatta. Sono rimasta in casa, nella casa che tu amavi tanto e ho piantato i ciclamini, che sempre ti portavo in questo momento dell'anno. Qui ti sento viva, presente, là la tua assenza mi è troppo chiara e mi fa male al cuore. Ci parliamo attraverso le piante che tu amavi tanto. Ed è questo il dialogo intenso che è sopravvissuto tra di noi.

Nessun commento:

Posta un commento