30/12/17

Il bisogno di decifrare continuamente la mia vita...

Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita.
Milan Kundera, Lo scherzo
I giovani sono proiettati in avanti, guardano al futuro, oggi forse con più preoccupazione di ieri. Chi, invece, ha una certa età, ha la tendenza a guardare al passato e a fare bilanci. Ci si può dichiarare più o meno soddisfatti della propria vita, ma ciò si vorrebbe  sapere  se la nostra individuale e personalissima storia è inscritta in un disegno più grande. Vorremmo che fosse così, vorremmo comprendere se c'è un significato oppure se tutto si perde nel nulla. Vorremmo lasciare almeno qualche seme, speriamo che qualcosa un giorno possa germogliare.

Ma, credo, che sia  meglio accettare il mistero. Non ci sono risposte certe, definitive, rimangono le nostre domande. Continueremo ad addentrarci dentro il nostro labirinto  sapendo che il percorso non è una linea retta, che si procede a tentoni e quando la via imboccata non porta da nessuna parte, si torna indietro e se ne sceglie un’altra. 
Solo la pazienza può essere la nostra guida, un passo per volta, di fronte agli incroci si indugia, si pensa, si cerca e poi si rischia. Se si sbaglia, si ricomincia. L'errore fa parte del gioco.

Essere nel labirinto vuol dire imparare a riflettere, vuol dire cercare scelte ragionate, non buttarsi  a capofitto nell'azione: Si impara a correggere l’itinerario durante il percorso, non si vuole vincere nulla, ma solo cercare la strada più adatta per noi, più adatta al nostro fine.
Forse possiamo spesso non vedere l'uscita, ma, secondo Norberto Bobbio, dobbiamo operare 
"credendo che ci sia e su questo anche esile filo costruire la nostra speranza, la speranza degli uomini di ragione e non di fede".

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