31/12/17

Non perdiamo la nostra personale bussola...

A fine anno è tempo di bilanci. Ho sognato di vivere esperienze significative, di trascorrere la mia vita tra persone sensibili ed attente, in un mondo di significati e valori, di costruire insieme a tanti altri un mondo migliore.
Mi sono ritrovata, però, spesso  a guardare la gente correre in un andirivieni senza meta e senza sguardo: ho temuto e temo di diventare come loro. Ho continuato e continuo a vedere un mondo che non conosce né pace né giustizia e questa coscienza mi ha spesso tolto la speranza. 
Gli ideali che avevano guidato la mia vita, mi sono sembrati spesso le illusioni di un cuore rimasto bambino. E da più parte forte mi è arrivato il richiamo ad un “ sano realismo”.
Non vivo più di illusioni, non credo più nei grandi progetti, ma non dimentico il mio orizzonte di senso, a cercare la bellezza, la vita ovunque mi capiti di incontrarla.

Ecco, l'augurio che faccio a tutti per l'anno nuovo: di non perdere la propria personale bussola, perché se ci lasciamo prendere dallo sconforto rischiamo di diventare passivi e di non fare quella parte che spetta ad ognuno di noi, piccola, piccolissima che sia. Il tempo delle grandi illusioni è finito? Comincia quello della nostra responsabilità personale. 
La fine delle "grandi narrazioni", dice Claudio Magris in Utopia e disincanto:
"ha trascinato nel baratro insieme alla sua fallace ideologia qualsiasi idea di riscatto sociale e civile. Eppure da questo fallimento avremmo dovuto imparare che forse ci vuole “più pazienza e tenacia nel perseguirli e dunque più probabilità di realizzarli, in quella misura relativa, imperfetta, perfettibile che è la misura umana. (...) Il destino di ogni uomo, e della Storia stessa assomiglia a quello di Mosè, che non raggiunse la Terra Promessa, ma non smise di camminare nella sua direzione”.

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