01/01/18

Il passato non passa...

In realtà, il passato si conserva da se stesso, automaticamente. Esso ci segue, tutt'intero, in ogni momento: ciò che abbiamo sentito, pensato, voluto sin dalla prima infanzia è là, chino sul presente che esso sta per assorbire in sé, incalzante alla porta della coscienza, che vorrebbe lasciarlo fuori.
La funzione del meccanismo cerebrale è appunto quella di ricacciare la massima parte del passato nell'incosciente per introdurre nella coscienza solo ciò che può illuminare la situazione attuale, agevolare l'azione che si prepara, compiere un lavoro utile.
Talvolta qualche ricordo non necessario riesce a passar di contrabbando per la porta socchiusa; e questi messaggeri dell'inconscio ci avvertono del carico che trasciniamo dietro a noi senza averne consapevolezza.
Henri Bergson, L'evoluzione creatrice
Il passato non passa. Vive dentro di noi, a volte silenzioso, ma vive. E facciamo sempre i conti con lui. Il ricordo così come siamo abituati a riprodurlo, dice poco di quello che vorrebbe rappresentare.
Il ricordo non è solo verbale, razionale, è un magma di sensazioni, di odori, vissuti che spesso sono indicibili e in qualche modo si amalgamano con quello che stiamo vivendo.  
Ecco perché ognuno vive le situazioni in modo diverso, ecco perché i nostri comportamenti non sono così facili da decifrare e a volte risultano incomprensibili all'altro e spesso anche a noi stessi.
Ecco perché la riflessione su noi stessi, il dialogo con noi stessi è così fondamentale nella comprensione e nella costruzione della nostra identità.

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