01/07/18

Non distogliere lo sguardo...

Davvero un'opera d'ingegno quella di voler costruire sul mare muri invalicabili. L'uomo vuole sempre superare se stesso. Vuole sentirsi padrone del mondo, padrone di altri uomini. Sentire che lui può decidere ciò che vuole, che ha potere sull'altro. Solo così può sentire la sua forza.
Quante parole abbiamo sentito in questi giorni: è finita la pacchia, vedranno i nostri porti solo in cartolina, tolleranza zero...
I muri sul mare certamente non si possono costruire, ma tutti sanno che il mare può diventare, in certe condizioni,  una terribile trappola. Le onde non si lasciano facilmente domare, se non si affrontano con mezzi adeguati. Dover affrontare il mare, la sua forza, la sua potenza è peggio che scavalcare il mare, il rischio è molto più alto. E' il coraggio della disperazione quello che porta tante persone ad affrontare tanti pericoli, a mettersi i viaggio.
È così che sono morti, in questi giorni, un centinaio di bambini, donne e uomini. Esseri umani che sono stati uccisi dall'indifferenza di molti, dalla crudeltà di pochi che hanno deciso la loro sorte vietando la solidarietà, negando il diritto a qualcuno di salvare vite umane in pericolo, lasciando questo compito a chi non aveva né mezzi né preparazione: la guardia libica.
Annegavano mentre i "grandi" dell'Europa discutevano su come liberarsi meglio di loro e di tutti quelli che avrebbero cercato di intraprendere "il viaggio della speranza", si interrogavano su come chiudere porti e frontiere, su come dividersi le "quote", su come bloccare alle origini l'avanzare di gente disperata, cacciata dalla propria terra per la guerra, per la fame, per le persecuzioni.
Non una parola di cordoglio...non una parola di pietà. Piccoli uomini senza anima. Senza coraggio, assetati solo di potere. Piccoli uomini col cuore di ghiaccio.

Voglio distogliere lo sguardo dall'orgia del potere che rivela il suo volto fino in fondo. Mi concentro su quelle immagini che ci arrivano qua e là di quei corpi senza vita. I piccoli vestiti di rosso, nella speranza che in caso di naufragio, avrebbero potuto essere più visibili e quindi salvati. Voglio ricordarli per sempre. Non sono i primi, non saranno purtroppo gli ultimi. Voglio concentrarmi sulle vittime, sul massacro che stanno perseguendo con un cinismo degno dei tempi peggiori. Voglio ricordare che, se hanno eretto barriere per impedire che si avvicinino a noi facendoci credere di volerci difendere, hanno prima di tutto intrappolato i nostri cuori, le nostre menti dentro le loro gabbie.
Ma la colpa non è di un solo uomo che dà l'ordine, la colpa è di tutti quelli che lo seguono, lo sostengono, lo inneggiano. Di quelli che sono contenti di essere finalmente liberati da presenze troppo scomode. Fa lui il lavoro sporco per tutti e lo dichiara: lo fa per tutti gli italiani, non solo quelli del nord, anche per quelli del sud.
Ma è colpa anche di quella sinistra in cui abbiamo in molti creduto e che ci ha tradito, che è rimasta chiusa nella sua presunzione e che ha perso uno ad uno i suoi idali, lasciandoci orfani di una guida, di indicazioni per lottare, che non ha saputo essere coerente con la sua storia, la nostra storia.
E noi orfani, dobbiamo comprendere che senza un'alleanza con chi è più sfruttato ed emarginato, non sarà mai più possibile un mondo migliore.

2 commenti:

  1. Un periodo così nero , durante la storia che ho vissuto, non l'ho mai visto.
    L'articolo del Financial Time mi ha fatto venire i brividi.
    "Minaccia per l'Ue, rischio repubblica di Weimar".
    Un caro saluto.
    Cristiana

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  2. Ciao Cristiana, è davvero un momento terribile che non avremmo mai veduto sapere. La banalità del male è molto attuale. Un abbraccio

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