07/07/18

Oggi maglie rosse per renderci visibili


“I migranti indossano magliette rosse sperando di essere visibili in caso di naufragio. Sperano nel colore acceso per non essere abbandonati. Oggi mettiamoci nei loro panni“, scrive Saviano postando su Twitter un selfie con una maglietta rossa.
Anche noi abbiamo bisogno di renderci visibili, di sapere che non siamo soli, che anche se in minoranza, ci siamo e siamo attivi, visibili a contrastare l'indifferenza o la complicità che sempre regna sovrana quando qualcuno sa urlare e conosce solo il linguaggio della sopraffazione e della violenza. Un uomo che irride i morti non è un uomo, un uomo che si dichiara padre ogni cinque parole che dice, non è padre se rimane indifferente alla morte o anche solo al disagio che li segnerà per sempre, di tanti bambini.
Può esibire i suoi muscoli, far sentire solo la sua voce, sovrastare quella degli altri, minacciare, esibire una sua presunta magnanimità, ma non sarà mai un uomo se non conosce la compassione, che anche gli animali conoscono.
Oggi vestiamo in rosso e come il pittore Fontana tagliamo la tela per dire BASTA, NON IN NOSTRO NOME.

Fontana taglia la tela in uno o più squarci verticali, che invece di indicare distruzione stanno piuttosto per delle possibili aperture verso l’altrove, verso un'altra dimensione, che non è quella del pensiero dominante. Il dipinto diviene una superficie monocroma contenente una breccia, un passaggio verso uno spazio mentale alternativo. Verso un modo di vedere il mondo in modo alternativo, cercando strade, costruendo realtà ovunque noi siamo.

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